Marciapiedi da incubo a Viterbo - Una "bella" passeggiata su via Monti Cimini
Marciapiede via Monti Cimini 3
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Via Monti Cimini. Ridente quartiere periferico, negozi, banche, uffici. Una bella pasticceria dove ci si può fermare a prendere un thè. Volendo una passeggiata ci starebbe pure bene. Volendo, ma soprattutto potendo.

Via Monti Cimini. Ridente quartiere periferico, negozi, banche, uffici. Una bella pasticceria dove ci si può fermare a prendere un thè. Volendo una passeggiata ci starebbe pure bene. Volendo, ma soprattutto potendo.

Una bella passeggiata rilassante, magari con un bambino per mano o con il proprio cane al guinzaglio, dovrebbe cominciare su un bel marciapiede curato, ben levigato magari con qualche cespuglio di fiori che lambisce la strada. Avete in mente quei bei quartieri puliti e ordinati dei borghi medievali che vediamo in tv? Ecco dimenticateli.

Finisce invece che i bisogni del nostro cane diventano la cosa più decorosa che incontriamo sul nostro cammino. Che sia caduta una meteora che ha bucato proprio quel marciapiede che dovevamo percorrere noi quell’esatto giorno? Non credo che dare la colpa agli astri serva.

Se non è stata una meteora allora sarà stata una pioggia talmente forte che ha dimezzato il marciapiede, tanto da non poterci stare in due? Neanche questa è la soluzione ai nostri interrogativi. Ultima ipotesi: un tamponamento tra auto che, sbandando, si sono fermate esattamente su quel marciapiede che lambisce Via Monti Cimini. No, neanche qui ci siamo. Anche lo slalom tra vetri, cartacce e vecchi vestiti che sostano sulla rete che lambisce il marciapiede non è affare da poco. Chissà chi ha lasciato quella maglia nera proprio lì, magari il conducente di una delle auto di cui sopra.

Dobbiamo arrenderci all’evidenza e cercare di passare su quel pezzo di strada adornato da buche, rovi e cartacce. Vi è sembrata rilassante la passeggiata? Forse è meglio tornare a casa o provare a cambiare marciapiede. Fiduciosi che da un’altra parte saremo più fortunati.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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