Marcia della pace Perugia-Assisi, il Comune di Viterbo c'è
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"Le istituzioni hanno la responsabilità di dare voce alla domanda di pace e giustizia dei propri cittadini e di agire coerentemente per la pace, promuovendo il rispetto dei diritti umani e proteggendo le persone più vulnerabili”, così il consigliere Paolo Moricoli.

Viterbo partecipa alla Marcia della pace e della fraternità Perugia-Assisi di domenica 9 ottobre. È stata sottoscritta nei giorni scorsi la delibera con cui il Comune di Viterbo aderisce all’iniziativa proposta dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani.

“La Marcia Perugia-Assisi – ha spiegato il consigliere delegato alla pace Paolo Moricoli – dal 1961 si contraddistingue per il suo alto valore di educazione alla pace, alla fraternità e al senso di comunità. Le istituzioni hanno la responsabilità di dare voce alla domanda di pace e giustizia dei propri cittadini e di agire coerentemente per la pace, promuovendo il rispetto dei diritti umani e proteggendo le persone più vulnerabili”.

Viterbo sarà presente con i suoi rappresentanti istituzionali comunali e con il Gonfalone della città. Il Comune ha inoltre stanziato un contributo per le spese organizzative riguardanti la partecipazione alla marcia. Per chi volesse partecipare, contattare il Tavolo della Pace Viterbo ai seguenti indirizzi: serviziocivile@caritasviterbo.it, cinalli@arciviterbo.it .

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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