Mantuano: "Meroi sbaglia a cavalcare l'antipolitica"
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Il centrodestra come L'Aquila dopo il terremoto. Tra schifati (o quasi), presidenti senza partito, giunte tecniche e salti del fosso, gli elettori dell'area (ex)berlusconiana si trovano di fronte uno scenario apocalittico.
Gianluca Mantuano (FdI)

Il centrodestra come L’Aquila dopo il terremoto. Tra schifati (o quasi), presidenti senza partito, giunte tecniche e salti del fosso, gli elettori dell’area (ex)berlusconiana si trovano di fronte uno scenario apocalittico. Durante Sbottonati su Radio Verde, questa mattina a pochi minuti dall’annuncio ufficiale della nomina di una giunta con figure non politiche a Palazzo Gentili, sono intervenuti Gianluca Mantuano e Franco Vita. Il primo capogruppo di Fratelli d’Italia, il secondo assessore in quota Udc (dicono che esista ancora).

“In questi giorni abbiamo sperato – ha detto Mantuano nel commentare la rottura del tavolo di trattativa della maggioranza – in un gesto di responsabilità verso il centrodestra soprattutto in vista delle prossime amministrative. Questo non è stato fatto e ne prendiamo atto”. Mantuano è schifato dalle vicende di queste settimane? “Dire che siamo schifati sarebbe come dire che il presidente dicesse che non fa parte di nessun partito politico” (come ha detto Meroi, ndr). Poi l’affondo “Non va bene che quando devi essere eletto porti la bandiera di un partito e poi quando l’antipolitica impera allora ti metti contro i partiti e cavalchi l’antipolitica. Noi non siamo ipocriti, noi di Fratelli d’Italia – conclude Mantuano – continueremo a fare politica e perché qualcuno deve farla”.

In conclusione di trasmissione anche l’intervento dell’ancora assessore in quota Udc Franco Vita (ora ex) sul quale si vociferava un suo passaggio al Nuovo Centro Destra. “Sto valutando alcune cose punto e basta, è un discorso mio, non vostro. Quando deciderò di farlo lo comunicherò”. Colpito e affondato?

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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