"Manipolarte" arriva al Museo della Ceramica della Tuscia
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Il laboratorio del Museo della ceramica della Tuscia propone per l’anno 2019 il progetto didattico gratuito “Manipolarte” destinato a integrare e arricchire la programmazione scolastica degli istituti di ogni ordine e grado

VITERBO- Il laboratorio del Museo della ceramica della Tuscia propone per l’anno 2019 il progetto didattico gratuito “Manipolarte” destinato a integrare e arricchire la programmazione scolastica degli istituti di ogni ordine e grado.

“Manipolarte” è la sintesi della formazione e dell’esperienza appresa nel laboratorio del Mic (Museo Internazionale delle Ceramiche) di Faenza in cui viene applicato il metodo “giocare con l’arte” di Bruno Munari che il Museo della Ceramica della Tuscia ha fatto proprio condividendone i principi e le finalità.
La partecipazione agli incontri consente ai fruitori di prendere confidenza con le argille attraverso il contatto sensoriale, sperimentandone le proprietà e i limiti, di cimentarsi nelle tecniche di realizzazione delle forme e di confrontarsi con l’uso degli strumenti e dei colori.

Questa fase di approccio, attuata attraverso il fare, è finalizzata a promuovere una comprensione di base che faciliti la lettura degli oggetti esposti nel museo e a favorire la conoscenza e la sensibilità per la conservazione dei beni culturali.
Permette inoltre ai bambini e ai ragazzi di compiere un’esperienza attiva e coinvolgente che favorisce sensibilmente l’acquisizione dei significati presentati.

Le attività si caratterizzano per l’applicazione di un metodo didattico che non privilegia l’estetica del manufatto realizzato, ma la libera espressione del sé e la comprensione realizzata attraverso il gioco e la creatività individuale.
Gli insegnanti e i dirigenti scolastici interessati a partecipare gratuitamente ai laboratori con i propri studenti possono richiedere informazioni e/o prenotare un incontro ai seguenti contatti: mctuscia@gmail.com, 0761 223674, 0761 346136 dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 o personalmente al Museo della ceramica della Tuscia a Viterbo, in via Cavour 67.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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