Manifesti con frase fascista, Ciambella: "Arena li faccia rimuovere subito"
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VITERBO - "È’ davvero avvilente a 75 anni oggi dall’eccidio delle Fosse Ardeatine dover assistere all’intensificarsi di comportamenti che si ispirano all'apologia del fascismo in tutto il Paese. Viterbo purtroppo non fa eccezione - così il consigliere comunale del Pd Luisa Ciambella -

VITERBO – “È’ davvero avvilente a 75 anni oggi dall’eccidio delle Fosse Ardeatine dover assistere all’intensificarsi di comportamenti che si ispirano all’apologia del fascismo in tutto il Paese. Viterbo purtroppo non fa eccezione – così il consigliere comunale del Pd Luisa Ciambella –

Da due giorni infatti sono affissi nella nostra città, in via Volta, dei manifesti che riportano una inquietante frase di Mussolini ad opera del blocco studentesco che l’amministrazione comunale non ha sentito il dovere di coprire. La cosa più grave è che tutto questo si consuma nell’indifferenza dei più. In queste ore che ricorre l’anniversario di quello che è considerato il più’ brutale eccidio del nostro Paese per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, tanto da divenire l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma; nella nostra città un manipolo di persone si permette ancora di invocare a quella ideologia folle.

Anzi magari la tentazione sarà quella di dire che sto cercando di creare un problema che non esiste. Invece esiste! Mai sottovalutare.  Fatti apparentemente comici, patetici, ma nella realtà drammatici coesistono e vivono nelle imprese di quanti dovrebbero ben sapere come l’esperienza cui si richiamano, macchia indelebile il nostro passato e sia stata irrimediabilmente sconfitta dai fatti e poi ripudiata dalla nostra Costituzione.

Dovrebbero sapere che proprio per repulsione nei confronti di quella storia il mondo intero ha lavorato progressivamente per arrivare alla Carta dei diritti dell’Uomo. Allora, Caro sindaco Arena, distratto da troppi finti problemi, faccia rimuovere quei manifesti, lo faccia subito, lo faccia per rispetto del nostro Paese, di tutte le vittime del fascismo, di ogni dittatura e in modo particolare di quelle di cui oggi ricorre l’anniversario di morte”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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