Viterbo in piazza per Gaza: la Tuscia marcia fino a Roma
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Gli Stati Generali La Fune
Piazzale dei Cinquecento si è trasformato in un oceano di bandiere e cartelli, con migliaia di persone arrivate da ogni angolo d’Italia. Fin dalle prime ore del mattino la piazza era gremita, mentre scuole, università e trasporti si fermavano in segno di protesta, bloccando per ore la normale routine della capitale.

Viterbo e la Tuscia hanno risposto presente allo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base contro la guerra a Gaza. Da oltre una settimana piazza del Plebiscito è il cuore di un presidio permanente che non accenna a fermarsi: tende, striscioni e megafoni chiedono la fine delle ostilità nella Striscia e denunciano quella che i promotori definiscono l’impunità di Israele.

Ieri un folto gruppo di attivisti Usb ha lasciato la città per raggiungere Roma e unirsi alla grande manifestazione nazionale. Piazzale dei Cinquecento si è trasformato in un oceano di bandiere e cartelli, con migliaia di persone arrivate da ogni angolo d’Italia. Fin dalle prime ore del mattino la piazza era gremita, mentre scuole, università e trasporti si fermavano in segno di protesta, bloccando per ore la normale routine della capitale.

A Viterbo, intanto, il presidio in Piazza del Plebiscito continua a chiedere che le istituzioni locali escano dal silenzio e prendano posizione: riconoscimento dello Stato di Palestina e condanna delle azioni militari in corso. Le delegazioni sindacali partite dalla Tuscia hanno portato in corteo non solo lo sdegno per la guerra, ma anche il sostegno alla Global Sumud Flotilla, la missione che tenta di rompere l’assedio a Gaza.

Secondo gli organizzatori, la mobilitazione ha avuto un’adesione altissima: oltre 100 mila persone a Roma e manifestazioni in altre 80 piazze italiane, tra sit-in, blocchi del traffico e cortei. Il messaggio è stato netto: fermare l’economia di guerra e destinare risorse a sanità, scuola e welfare invece che a nuove spese militari.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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