Mangi l'Amatriciana e sostieni i colpiti dal sisma, dal ristorante di Scaramuccia a Cambridge a quello di Bianchini in via dell'Orologio Vecchio
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L'iniziativa è stata lanciata da una serie di ristoranti romani e prevede la donazione di due euro per ogni piatto consumato, un euro lo mette il ristoratore e uno il cliente. L'idea ha attecchito anche tra i viterbesi, addirittura uno al lavoro oltre Manica: Andrea Scaramuccia.

Mangi l’Amatriciana e dai aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, dal ristorante di Scaramuccia a Cambridge a quello di Bianchini in via dell’Orologio Vecchio. L’iniziativa è stata lanciata da una serie di ristoranti romani e prevede la donazione di due euro per ogni piatto consumato, un euro lo mette il ristoratore e uno il cliente.

L’idea ha attecchito anche tra i viterbesi, addirittura uno al lavoro oltre Manica: Andrea Scaramuccia.

“L’Amatriciana ha dato tante soddisfazioni ai ristoratori. È tempo di rendere il favore. Nel nostro locale a Cambridge, venderemo l’ Amatriciana e il ricavato lo manderemo ad Amatrice. Spero che altri ristoranti in Italia e in giro per il mondo faranno lo stesso”, annuncia l’anglo-viterbese sul proprio profilo facebook.

E nella giornata di ieri ha ottenuto 140 sterline da donare. In pratica Scaramuccia ha deciso di dare tutto il ricavato di ogni singolo piatto di Amatriciana venduta. Anche Paolo Bianchini, noto ristoratore di Al Vecchio Orologio, ha abbracciato l’idea.

“Da stasera aiuteremo Amatrice devolvendo alla @crocerossaitaliana sezione di Amatrice 1 euro per ogni piatto di Amatriciana che i nostri clienti ordineranno”; la linea scelta.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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