Mancini (Krav Maga Viterbo): "Il mondo dello sport viterbese aiuti il Rugby Librino, vittime di un incendio di stampo mafioso"
Carlo Mancini
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Krav Maga Viterbo: Solidarietà all’Associazione Rugby “I Briganti” Onlus di Librino. Carlo Mancini esprime solidarietà e vicinanza all’Associazione Sportiva e Sociale di Catania, vittima di un incendio doloso di stampo mafioso e invita il mondo dello sport viterbese a dare un contributo concreto per la ricostruzione.

Krav Maga Viterbo: Solidarietà all’Associazione Rugby “I Briganti” Onlus di Librino. Carlo Mancini esprime solidarietà e vicinanza all’Associazione Sportiva e Sociale di Catania, vittima di un incendio doloso di stampo mafioso e invita il mondo dello sport viterbese a dare un contributo concreto per la ricostruzione.

“Apprendo con sgomento la notizia dell’ incendio doloso che ha distrutto la club house dei “Briganti” di Librino, quartiere periferico di Catania – dichiara Mancini -. La storia di questa società di rugby inizia nel febbraio 2006 e si prefigge l’obiettivo di portare avanti delle attività mirate a favorire i minori di un popoloso quartiere “a rischio” della città di Catania, Librino appunto.

In più di dieci anni l’obiettivo è stato raggiunto, strappando i ragazzi, soprattutto minori, al disagio, alla criminalità, allo sfruttamento del lavoro minorile. Inclusione sociale grazie alla palla ovale potremmo ma anche la biblioteca ha il suo potere di convincimento fra i giovani che potevano usufruire della “Librineria”, anch’essa bruciata. Desidero esprimere, da sportivo, tutta la mia vicinanza e solidarietà a queste persone meravigliose, esempio concreto dei valori dello sport e della legalità.

Non basterà un incendio a fermare queste persone eccezionali. Colgo occasione per invitare tutto il mondo dello sport viterbese a dare un contributo per la ricostruzione della club house e della libreria inviando un contributo alle seguenti coordinate C/C intestato a: A.S.D. I Briganti – Iban: IT 03T 03127 26201 000000190243 – BIC: BAECIT21263 – Unipol Banca”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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