Mancano le suore, chiude dopo oltre un secolo la scuola del Divino Amore
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BASSANO ROMANO- Dopo 147 anni dalla nascita, chiude la scuola Divino Amore per mancanza di suore

BASSANO ROMANO- Dopo 147 ore dalla sua nascita, chiude la scuola del Divino Amore per mancanza di suore. 

“E’ arrivata l’ufficialità, la ragione che ci è stata comunicata è la carenza di suore. Non vi è infatti il numero minimo di 3 religiose per la costituzione di una comunità; ne sono presenti solo 2 e non vi sono disponibilità in eccedenza nemmeno nelle altre sedi facenti capo allo stesso Istituto”. Queste le parole del Sindaco.

Maggi ha intrapreso in questi mesi, un lungo dialogo con la Madre Generale che però non ha potuto garantire la continuità del servizio proprio per mancanza di suore. “ Abbiamo pertanto chiesto la disponibilità a collaborare per intavolare dei progetti affinché lo stabile rimanga inserito nel tessuto della collettività, promuovendo attività di carattere sociale di cui il paese ha bisogno. Su questo, è stata fornita piena disponibilità”, prosegue Maggi.

Tristezza tra i cittadini da sempre affezionati all’Istituto diventato con il tempo, parte integrante del tessuto della comunità di Bassano Romano. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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