Man of the World di Manila, c'è un abito storico della Sagra delle Castagne di Soriano
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MANILA - La veste rappresenterà l'Italia alla manifestazione internazionale di moda e bellezza maschile in corso nelle Filippine.

MANILA – Soriano nel Cimino, attraverso l’Ente Sagra delle Castagne, partecipa alla sesta edizione della manifestazione internazionale di bellezza e moda maschile Man of the World, in svolgimento a Manila, capitale delle Filippine, fino al 28 luglio 2024.

Grazie all’intercessione di Antonio Tempesta, presidente dell’Ente Sagra delle Castagne, la parte italiana della The Authority Production di Los Angeles, realtà organizzatrice della competizione, ha potuto accedere al Castello Orsini di Soriano nel Cimino, dove sono esposti alcuni abiti utilizzati per la Sagra, realizzati nel corso del workshop di costumistica storica “Vestimenta Historiae” a cura della storica del costume Elisabetta Gnignera e di Jeane Fotu dell’Istituto di Moda Fotu di Viterbo, tenutosi nel 2022.

In tal modo è stato temporaneamente scelto e concesso l’abito che rappresenta l’Italia al Man of the World 2024 di Manila. La scelta è ricaduta su un abito maschile, composto da una veste lunga e da un mongino risalenti alla fine del XV secolo e in uso nelle corti dell’Italia centro-settentrionale.

“Grazie alla gentile concessione dell’Ente Sagra delle Castagne – commentano i rappresentanti italiani della The Authority Production – ci auguriamo che tale abito rappresenti degnamente la nostra nazione e in particolare l’Ente Sagra e il Comune di Soriano nel Cimino che ogni anno si adoperano in modo eccezionale a far rivivere, attraverso la loro grande manifestazione storico-rievocativa, la ricchissima cultura medievale e rinascimentale italiana”.

“Per Soriano e per la Sagra delle Castagne – sottolinea il presidente Tempesta – quella del Man of the World è un’ulteriore e prestigiosa opportunità di far conoscere la nostra storia e le nostre tradizioni in un contesto internazionale e la conferma della qualità del lavoro che stiamo portando avanti sulla costumistica storica”.

 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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