Mammagialla, devasta la sua cella e minaccia di tirare sanitari alla polizia penitenziaria

VITERBO - Condannato a quattro mesi un detenuto bosniaco 38enne. L’uomo sta già scontando una pena di 30 anni per omicidio.
VITERBO – Ha devastato la cella del carcere di Mammagialla minacciando di tirare alla polizia penitenziaria i pezzi dei sanitari. I fatti risalgono a luglio 2016. A processo per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale un 39enne di nazionalità bosniaca, che attualmente sta scontando una pena di 30 anni per l’omicidio premeditato aggravato dai futili motivi e rapina aggravata, in concorso con un 33enne di nazionalità marocchina, di un anziano 62enne di Nettuno. All’ uomo è stata inflitta una ulteriore pena di quattro mesi e 250 euro di multa.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















