Mammagialla, detenuto trasportato d'urgenza a Belcolle
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VITERBO- Ancora un detenuto trasportato d'urgenza a Belcolle per aver ingerito delle lamette. Cresce l'apprensione intorno al carcere viterbese di Mammagialla

VITERBO- Ancora emergenza nel carcere di Mammagialla, un detenuto ha ingoiato lamette ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Belcolle.

L’uomo, un giovane marocchino, pare aver ingerito anche delle batterie per cause ancora non chiare, arrivato nella serata del 10 gennaio a Belcolle, è stato prontamente curato dai medici. 

Non è il primo caso di questo genere nel carcere viterbese: altri detenuti nei mesi scorsi si sono procurati lesioni anche molto gravi per futili motivi. In difficoltà anche l’area sanitaria all’interno del carcere che non riesce a sostenere la situazione. 

Di fronte a episodi di questo tipo, l’accento viene posto sulla precarietà delle condizioni dei detenuti del carcere viterbese e del numero sempre più esiguo di guardie della Polizia Penitenziaria. Poche le risorse sia umane che materiali. Secondo le firme sindacali, la situazioni all’interno di Mammagialla è molto seria e molto precaria, è stata sottoscritta una lettera che illustra la situazione nella speranza che altre guardie carcerarie possano essere inserite nell’organico del carcere viterbese.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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