
VITERBO- Omicidio di un detenuto in carcere, denunciati il direttore e il comandante della polizia penitenziaria. Sono passati dieci mesi dal fatto in questione e per Pierpaolo D’Andria e Daniele Bologna, all’epoca in servizio presso il carcere di Viterbo, sono scattate le denunce.
Il sostituto procuratore Franco Pacifici, in seguito alla denuncia sporta contro i vertici di Mammagialla dai familiari di Giovanni Delfino, il detenuto 61enne viterbese ucciso il 29 marzo 2019 a colpi di sgabello dal compagno di cella.
La famiglia vuole fare chiarezza sulla vicenda: “vuole che venga dichiarato non imputabile e curato se è malato, ma vuole anche che venga accertato se la tragedia si poteva evitare e se ci sono altri responsabili oltre all’attuale imputato”, dice Pirrone.
Il detenuto che ha ucciso Delfino, era arrivato da pochi giorni dal carcere di Civitavecchia condannato per tentato omicidio della persona che accudiva a Cerveteri. Dopo il delitto in cella, venne visitato dallo psichiatra Alberto Trisolini che ne diagnosticava una personalità borderline con disturbi deliranti paranoidei. La perizia lo ha giudicato parzialmente capace di intendere e di volere e in grado di poter sottostare in giudizio.
Il caso è balzato agli onori della cronaca anche per la questione umana che il delitto ha implicato: Delfino, in carcere per reati minori, aveva dichiarato al momento dell’arresto, di essere un clochard e non aveva fornito agli agenti indirizzo di residenza. Il tutto per non far sapere ai familiari, i reati per cui era stato arrestato. Su questi temi, l’avvocato di Delfino sta costruendo l’accusa verso l’uomo che l’ha ucciso.


















