Mammagialla, agenti della penitenziaria salvano la vita a detenuto che tenta di impiccarsi
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VITERBO - Il SAPPE ha espresso il suo vivo apprezzamento per l’operato degli agenti della Casa Circondariale di Viterbo, che hanno impedito una nuova tragica morte in carcere.

VITERBO – Detenuto tenta di togliersi la vita all’interno del carcere di Mammagialla, a salvarlo l’intervento tempestivo della polizia penitenziaria.

Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), ha riferito che il detenuto, di origine maghrebina, aveva iniziato un barricamento nella sua cella con l’intenzione di impiccarsi alla finestra. Tuttavia, il controllo del cappio, fatto con le lenzuola, gli è sfuggito. Gli agenti della Polizia Penitenziaria di Viterbo sono intervenuti prontamente, forzando il cancello e sostenendo il detenuto, riuscendo a liberarlo dal cappio ormai stretto.

Il SAPPE ha espresso il suo vivo apprezzamento per l’operato degli agenti della Casa Circondariale di Viterbo, che hanno impedito una nuova tragica morte in carcere. Tuttavia, il sindacato ha nuovamente denunciato la mancanza di operatori sanitari, psicologici e psichiatrici nelle carceri laziali, ribadendo la necessità di concorsi regionali e assunzioni di personale sanitario.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha sottolineato che la Polizia Penitenziaria è sempre pronta ad agire con gli altri operatori e con i detenuti per tutelare la vita dei ristretti. Ha evidenziato che la scelta di togliersi la vita è spesso originata da uno stato psicologico di disagio e che chi finisce nelle maglie della devianza è spesso portatore di problematiche personali, sociali e familiari.

Capece ha concluso sottolineando che “l’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, sventato in tempo dalla professionalità e attenzione dei poliziotti, dimostra come i problemi sociali e umani permangano nei penitenziari. Ha ricordato che negli ultimi 20 anni, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato più di 23mila tentati suicidi e impedito che quasi 175mila atti di autolesionismo potessero avere conseguenze nefaste”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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