Mammagialla, accertamenti sul pestaggio del detenuto De Felice
Foto carcere Mammagialla
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Il deputato di +Europa Riccardo Magi riaccende la luce sul caso di Giuseppe De Felice, detenuto picchiato all'interno del carcere di Mammagialla il cui pestaggio è costato l'udito all'uomo. Accertamenti in corso per far luce sulla vicenda

VITERBO- “Mi assicurerò che venga fatta luce sul caso De Felice” queste le parole di Riccardo Magi deputato di +Europa sul caso di pestaggio nel carcere viterbese. 

Sono i primi di Dicembre e  alla cronaca balza la vicenda de Giuseppe De Felice, detenuto picchiato all’interno del carcere di Mammagialla dagli agenti penitenziari, il cui pestaggio è costato l’udito all’uomo. 

“In base a quanto riferito dal governo in aula, dopo il suicidio di Hassan Sharaf avvenuto nel luglio scorso sempre nel carcere di Viterbo, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato degli accertamenti ispettivi” continua nella sua dichiarazione Magi. La situazione desta molta preoccupazione anche per le numerose denunce da parte dei detenuti che confessano di aver subito pestaggi e violenze. Nel Giugno 2018, Stefani Anastasia, Garante regionale per i diritti delle persone private della libertà, ha presentato un esposto alla Procura di Viterbo denunciando i fatti avvenuti nel carcere viterbese.

“Nelle prossime settimane, mi recherò personalmente al carcere di Viterbo con il consigliere regionale Alessandro Capriccioli che già sta seguendo la vicenda per verificare che venga fatta luce sul caso De Felice e più in generale su quanto avviene nell’istituto, affinché siano garantiti il rispetto della legge e dei diritti dei detenuti garantiti dalla costituzione e dalle convenzioni internazionali”. Conclude così Riccardo Magi.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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