
VITERBO- La pioggia non ha fermato il lungo cammino contro la violenza. Quasi un migliaio di persone in piazza e per le vie del centro storico di Viterbo hanno partecipato alla manifestazione “Mai in silenzio” promossa dalla Reti degli Studenti Medi.
Nessun colore o inno politico, solo un lungo silenzioso corteo di uomini e donne che hanno deciso di percorrere insieme le strade che in questi ultimi giorni si sono macchiate di fatti efferati in quella Viterbo considerata dai più ancora, un’isola felice.
Tanti i giovani, tanti gli insegnanti, tante le donne, tanti i rappresentanti delle istituzioni. Presenti i Sindaci di molte cittadine della provincia, il Sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il Presidente della Provincia Pietro Nocchi, Alessandra Troncarelli in qualità di Assessore ai servizi sociali e alle politiche sociali alla Regione Lazio, Enrico Panunzi, molti esponenti dell’amministrazione comunale. Tutti insieme, tutti per una causa comune. Presenti alla manifestazione anche Associazioni molto sentite sul territorio come Erinna che da anni dedica la sua battaglia alla violenza sulle donne.
Un percorso breve sotto la pioggia battente: Piazza della Rocca, San Faustino, via Cairoli, via Marconi, Via Matteotti e poi di nuovo fermi al punto di partenza per dedicare un minuto di silenzio per tutte le vittime della violenza sotto ogni sua forma.
“Intendiamo manifestare contro il dilagare della violenza che popola la nostra quotidianità.
Dobbiamo condannare ogni tipo di violenza e di vessazione da parte di chiunque si senta in diritto di esercitare la propria forza sugli altri e dobbiamo rivendicare un modello di società solidale che sappia educare al rispetto dell’individuo partendo dalle scuole”, queste le parole del portavoce degli organizzatori della manifestazione.
Uno stupro in pieno centro, un omicidio ancora più efferato in uno dei negozi storici della città, la sensazione di abbandono degli abitanti del centro storico da parte delle istituzioni, questi gli argomenti degli ultimi giorni in città. Argomenti che non hanno mai riguardato il nostro territorio, fatti che si tende a pensare non essere di casa nostra. E invece no, nessuno è immune dalla violenza, nemmeno una sonnacchiosa cittadina come Viterbo. Il corteo di oggi pomeriggio risveglia le coscienze, risveglia la voglia nei ragazzi delle scuole di mettersi una striscia rossa sul viso con il rossetto per gridare che non ci stiamo. Che tutta la città non ci sta.
In una settimana costellata di fatti di cronaca nera, il clima pesante non lasciava spazio se non alla rassegnazione e alla rabbia. L’unione di cittadini e istituzioni di tutto il territorio viterbese, ha riportato uno spiraglio di luce in una quotidianità che sembrava essere stata per sempre minata.


















