

A Palazzo dei Priori le provinciali del tre maggio non hanno prodotto buoni effetti. I bene informati avevano avvisato: dopo il voto a Palazzo Gentili vento forte e bufera. Così è stato con la maggioranza di Leonardo Michelini tenuta “in vita” nel consiglio di oggi dall’opposizione. Opposizione tanto “sadica” quanto intelligente che ha tenuto aperto il baraccone – che altrimenti sarebbe saltato per l’assenza di tutti i consiglieri dell’asse Serra-Panunzi (unico presente Serra) – proprio per gustarsi lo spettacolo.
Il momento clou
Il momento forte ha visto sul palco Leonardo Michelini e la sua frase più a effetto: “Ricordo che si può chiedere la sfiducia, degli assessori e del sindaco. Occorre avere il coraggio per farlo”. L’antagonista di questa scena il capogruppo del Partito Democratico Francesco Serra, che cinque minuti prima si era alzato tra i banchi per pronunciare le sue battute: “Non abbiamo raggiunto gli obiettivi fissati per la città. Ci sono tanti temi che non hanno avuto svolgimento: centro storico, frazioni, partecipate e molto altro. Il sindaco non può continuare a fare finta di niente”. Il riferimento del capogruppo Pd è a quella road map spuntata fuori circa un anno fa, una sorta di crono programma in una cinquantina di punti. Bell’idea, peccato che nessuno si sia più preoccupato di tenerlo sott’occhio. La meccanica è di questo tipo: Serra critica l’operato del sindaco e Michelini replica dicendo in sostanza: “Se non vi vado bene potete sfiduciarmi”.
L’antefatto
La sbottata del sindaco in replica a Serra ha una scena d’incipit, che si consuma in apertura del consiglio comunale. Il capogruppo di Oltre le Mura Maurizio Tofani esordisce con un “facciamo la verifica” e invita anche i consiglieri a rimettere le deleghe nella mani del sindaco. Per Serra va bene, e sarebbe utile estendere lo stesso discorso anche agli assessori.
La bagarre
Dopo lo scambio acceso tra Serra, Michelini e Tofani entra in scena Goffredo Taborri che ricorda come, tempo fa, alcuni consiglieri avevano chiesto la sfiducia di alcuni assessori. Senza ricevere però ascolto del sindaco. Nella zuffa anche Martina Minchella che si domanda se Serra parla per i sette del Pd, firmatari del documento della richiesta di verifica, o per tutti. Insomma anche il ruolo del capogruppo viene messo in discussione. Poi la Bizzarri rompe l’ordine di scuderia dell’ultimo momento: “Io non riconsegno la delega”. L’unica coerente: non la vuole consegnare e dice di non volerlo fare. Tutti gli altri dicono di riconsegnare ma poi tutti se la sono tenuta stretta. In poche parole solo parole.
Ma Oltre le Mura esiste ancora o no?
Per Tofani sì, ma Insogna proietta un altro film.
Sintesi
Il quadro politico del Comune è cambiato con il voto del 3 maggio. Esistono due soggetti: il Pd e il nuovo soggetto politico Moderati e Riformisti. Ma per essere più precisi dovremmo dire che esistono “i fioroniani” e i “non fioroniani”. E dall’aria che tira se le daranno di santa ragione per “sbracare la giunta” e ricostruirla ex novo. Le nove poltrone assessorili sono in bilico, molto in bilico.

















