Maggioranza Arena, tre ore di faccia a faccia e tutti fermi sulle proprie posizioni
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VITERBO - In Comune la burrasca c'è ma, al di là delle dichiarazioni di circostanza del sindaco, tutti sembrano interessati a fare il "gioco delle belle statuine". 

VITERBO – In Comune la burrasca c’è ma, al di là delle dichiarazioni di circostanza del sindaco, tutti sembrano interessati a fare il “gioco delle belle statuine”. 

Tre ore di confronto, questo è quanto accaduto sabato mattina tra sindaco e capigruppo di maggioranza, che hanno di fatto confermato quanto già noto: ci sono dei problemi. Piscina comunale ed estate viterbese i temi da toccare con le pinze e la squadra di governo della città somiglia tanto a un allegro chirurgo che rischia di andare in tilt se non si tiene la mano ferma. 

C’è un certo scontento serpeggiante in generale tra i consiglieri. In parecchi infatti ritengono che si deve fare di più e occorre cambiare passo. Al tempo stesso c’è parecchio scontento sulle delibere presentate su piscina ed estate viterbesi. Lì dove si stanno registrando maggiori criticità sul voto. La questione è stata sviscerata nel dettaglio durante l’incontro e molto si è parlato dell’assessore De Carolis e del ticket con il dirigente Celestini. Al punto che è stato prospettato un possibile intervento sui dirigenti e le abbinate con gli assessori. 

Alla fine del confronto tutti sono rimasti sostanzialmente sulle proprie posizioni. Accordo solo su un punto: nessuna dichiarazione alla stampa, parola ad Arena. Così è stato, per ora. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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