Maggioranza Arena a bagnomaria sulla piscina comunale
Arena
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Fuori dalle rotte i due consiglieri di Fondazione Gianmaria Santucci e Sergio Insogna, assenze tra i leghisti e non risponde all'appello neanche la forzista Isabella Lotti. 

VITERBO – “Il bagnomaria è un sistema per riscaldare, cuocere o distillare indirettamente. Lo scopo è quello di avere un maggior controllo sui risultati quando si trattano ingredienti particolarmente delicati”. Questa la definizione da manuale della tecnica di cottura.

La maggioranza Arena sta facendo delle prove tecniche su se stessa ma sul “controllo dei risultati” non sembra riuscire. Così la piscina comunale rimane nel limbo, essendo il consiglio di oggi – con la delibera che dispone un accordo di convenzione tra Palazzo dei Priori e la Fin – non andato in porto per mancanza di numeri. Fuori dalle rotte i due consiglieri di Fondazione Gianmaria Santucci e Sergio Insogna, assenze tra i leghisti e non risponde all’appello neanche la forzista Isabella Lotti. 

Unici presenti in blocco i consiglieri di Fratelli d’Italia. La delibera di convenzione è stata preparata dal proprio riferimento in giunta Marco De Carolis e dal dirigente Luigi Celestini. La pratica della piscina con affidamento alla Federazione Italiana Nuoto è diventato un dei cavalli di battaglia politica del sindaco Arena e quanto sta accadendo ormai da settimane inizia a configurarsi anche come un problema politico. Sarebbe sciocco chiedersi se Arena ha o meno i numeri per galleggiare. Nessuno ha interesse a fare venire giù tutto ma il rischio è di dover ricorrere alla tecnica del morto a galla. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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