Mafia viterbese, il Comune chiede 500mila euro di risarcimento
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VITERBO – Il Comune di Viterbo è tra le 19 parti civili costituitesi contro la banda criminale dei boss Trovato e Rebeshi.

VITERBO – Ieri mattina, di fronte al giudice romano Emanuela Attura,sono state presentate le richieste di risarcimento di tutte le vittime del sodalizio criminale di stampo mafioso.

Incendi, attentati, intimidazioni, minacce: una cinquantina di episodi che la banda avrebbe messo a segno per intimidire la concorrenza negli affari e risolvere problemi personali.

A spiccare tra tutte, la richiesta di risarcimento del Comune di Viterbo che ha chiesto una provvisionale di 500mila euro: 50mila euro a testa per i dieci arrestati finiti di fronte al giudice con rito abbreviato. Tra loro, anche i due presunti vertici del sodalizio, Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato.

”La città di Viterbo per mesi è stata scenario di un fenomeno eccezionale, mai visto prima, che ha portato ad un indubbio allarme sociale – ha spiegato l’avvocato Marco Russo – Le numerose intercettazioni su cui si basa l’indagine hanno disvelato quella che gli stessi partecipanti chiamano e definiscono una banda di calabresi e albanesi: un’organizzazione criminale di stampo mafioso. Trovato ha utilizzato le sue origini e i suoi legami famigliari per intimidire chiunque si trovasse di fronte: ha sbandierato le sue origini come fossero un marchio di fabbrica”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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