Mafia viterbese, ieri udienza fiume per Ionel Pavel, Emanuele Erasmi e Manuel Pecci
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VITERBO – Ascoltato in aula il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri Marcello Egidio. Otto ore per ricostruire gli attentati della banda.

VITERBO – Otto ore. Un’ udienza fiume a porte chiuse per Ionel Pavel, Emanuele Erasmi e Manuel Pecci al fine di ricostruire gli attentati della banda.

Secondo i pm Fabrizio Tucci e Giovanni Musarò, il coinvolgimento di Pecci, Erasmi e Pavel si sarebbe limitato a dei ”reati scopo”. Ovvero a delle azioni criminali fatte per favorire l’operato della banda.

Ascoltato in aula il maggiore Marcello Egidio, avrebbe ricostruito di fronte al tribunale le indagini che il 25 gennaio del 2019 portarono a smantellare un sodalizio di stampo mafioso radicato nella Tuscia.

Durante la lunga deposizione di ieri del comandante è emerso il forte vincolo associativo tra i componenti della banda. Vincolo associativo che per l’ accusa è prova del reato associativo e del metodo mafioso. 

Un’ inchiesta dai numeri importanti: 13 gli arrestati, 53 gli attentati, 47 le vittime di cui 19 quelle che si sono costituite parti civili.

Oggi si torna in aula. Saranno ascoltate le vittime della banda.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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