Macchine di Santa Rosa, palese il calo d'interesse del concorso d'idee: nel 2008 55 progetti, nel 2015 46 e ora appena 17
Commissione nuova Macchina
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VITERBO - Il dato lampante comunque è quello dei numeri, il calo secco di "vocazioni" e una cerchia stretta di partecipanti, spesso gli stessi da lungo tempo. Non proprio il segnale di una tradizione in buona salute, almeno sul piano degli "ideatori di Macchine". 

VITERBO – Una crisi di “vocazioni” tra gli amanti della tradizione della Macchina di Santa Rosa. I numeri del concorso d’idee di questo 2023 parlano chiaro: appena 17 partecipanti. 

Che il numero sia basso è reso evidente da un confronto con i concorsi precedenti: quello del 2008 (vincente FioredelCielo) aveva visto 55 progetti in gara (tra questi anche quello del maestro Franco Zeffirelli). Nel 2015, anno della vittoria di Gloria (Raffaele Ascenzi) avevano partecipato in 46. 

Non ha prodotto risultati positivi, in termini di partecipazione, la scelta dell’amministrazione Frontini di tradurre il bando in inglese e di tenerlo aperto per tre mesi. Tanti gli oneri a carico degli ideatori che in passato non c’erano, che sicuramente hanno scoraggiato. 

Tra l’altro nessuno ha neanche presentato un bozzetto, perché vietato dal bando, e la commissione ha dovuto lavorare essenzialmente su carta. Il dato lampante comunque è quello dei numeri, il calo secco di “vocazioni” e una cerchia stretta di partecipanti, spesso gli stessi da lungo tempo. Non proprio il segnale di una tradizione in buona salute, almeno sul piano degli “ideatori di Macchine”. 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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