
Finita la festa di Santa Rosa non resta che fare il punto su tutto quello che c’è stato in città in queste ultime ore. Così abbiamo deciso di servire ai nostri lettori un alfabeto, con tutte le curiosità, le riflessioni, i personaggi e le emozioni più significative. Buona lettura.
A come amore, quello di una città per la sua santa patrona. Ma anche A come attesa, per alcuni una vera e propria “mania”. Addirittura c’è chi si è accampato sulle fontane (e quest’anno anche sul monumento ai facchini di piazza della Repubblica) già dalla sera del 2 settembre. Roba da guinness dei primati. Una mensione speciale la portano a casa i ragazzi di piazza Fontana Grande che hanno scandito il pomeriggio dei presenti con cori da stadio e tanto di megafono. A proposito di attesa, a piazza della Repubblica si è consumato anche un “sequestro del pallone”. Dei ragazzi hanno iniziato a farlo circolare sulla folla fino a quando non l’ha parato un carabiniere.
B come Beautiful o “la grande Bellezza” della Macchina tutta Bianca. C’è da dire che ‘FioredelCielo’ ha seguito passo passo la fiaba del “brutto anatroccolo”. Arrivata in città, a detta di molti, come una “cineseria” (per via del colore oro bronzato, su cui erano incastonati i rubini di rose) ha saputo diventare, via via, sempre più elegante. Per questo ultimo trasporto “ha volato” per la città proprio come un cigno.
C come “ciuffo”. Il mitico oggetto di cuio, con tanto di numero sopra, che è buon amico de facchini. Intorno al ciuffo il tempo ha sedimentato tutta una serie di “ordini tecnici strettamente viterbesi”, tipo “accapezzate il ciuffo”; roba che fa veramente aria di Santa Rosa.
D, la D di diretta del trasporto. Il web ha battuto la televisione. Anche perché ha giocato facile: la televisione ha trasmesso poco e niente, nel senso che anche in provincia hanno avuto problemi a vedere via etere il trasporto. Meglio la connessione adsl. Ci dicono i gestori dello streaming che si sono “agganciati” in 70mila. Anche su La Fune abbiamo trasmesso lo streaming del Comune ed effettivamente è stata una buona scelta. C’è stato chi ci ha scritto anche dalla Romania per ringraziarci e chi ci ha visto da Australia, Stati Uniti, Messico, Nord Europa e Etiopia. Ma chi conosce La Fune in Etiopia?
E di eleganti a Palazzo. In Comune ha fatto bella mostra di sé il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, Salvini della Lega, Giorgia Meloni di FdI. Presente anche lo scenografo Gianni Quaranta. Ma, a sorpresa, pare che l’ospite più fermato e fotografato (con tanto di selfie) sia stato Pierluigi Pardo, il giornalista sportivo di Mediaset inviato ai Mondiali del Brasile e conduttore del popolarissimo programma calcistico Tiki Taka. Pardo è venuto a Viterbo accompagnato dal giornalista e attuale direttore di Sport Mediaset Claudio Brachino. Di fronte a questo tipo di popolarità tutto il resto è sembrato abbastanza grigio.
F come Fiorillo Vincenzo, un uomo mite, riservato ma un grande costruttore della Macchina di Santa Rosa. Insieme a lui un altro grande, che salutiamo con simpatia: Contaldo Cesarini. I due hanno fatto squadra, salvato la situazione “particolare” che si era venuta a creare con ‘FioredelCielo’ e riportato un clima disteso in città. Il cantiere di San Sisto in mano a loro è diventato un modello d’efficienza. Grazie per quello che avete fatto in questi anni.
G di “giostre”, per i viterbese under 18 sono sempre state una delle cose migliori di questa festa.
H di hotel, pochi quelli che con Santa Rosa fanno affari d’oro. Forse ha ragione l’assessore Antonio Delli Iaconi quando alla trasmissione radiofonica ‘Aspettando Santa Rosa’ ha detto: “Occorre ampliare l’offerta di eventi intorno al trasporto”.
I come “incontri da evitare”. In questi giorni di festa se ne fanno parecchi!
L come Leonardo Michelini, è stato il suo secondo trasporto da sindaco e anche lui entrerà nella storia come il primo cittadino del trasporto su via Marconi. Da Baku a oggi la Macchina di strada ne ha fatta, anche passando per la conferenza di presentazione a Roma e per le promesse di Zingaretti per portarla tra le meraviglie del Lazio a Expo 2015. Se Michelini vuole aggiungere un’ulteriore perla a questo palmares deve lavorare per convincere la Regione Lazio a mettere i soldi per realizzare la prossima Macchina di Santa Rosa. In caso di riuscita sarebbe veramente l’uomo della svolta, almeno su questo fronte.
M di Massimo Mecarini, il presidente del Sodalizio. Sempre attento in questi giorni di grande fermento, capace di trasmettere emozioni nel suo rapporto con la città. Anche lui è nella storia della Macchina per la presenza quel giorno del titolo Unesco a Baku e per il trasporto su via Marconi. Da ‘Aspettando Santa Rosa’ ha dichiarato che auspica il ritorno del Sodalizio nella commissione per la scelta della nuova Macchina e il sindaco Michelini già se lo è annotato in agenda.
N come “Non vedo la Macchina”. Di sicuro non l’hanno vista le persone, specie anziani, che sono rimaste a casa convinti di avere segnale. Veramente una gran brutta cosa.
O come ordine pubblico. Una roba fatta come “Cristo comanda”. Bravi tutti.
P di Pilastro. Quest’anno lo storico quartiere viterbese ha fatto le cose in grande e merita la dedica di una lettera di questo alfabeto. La scelta di riportare in vita ‘Spirale di Fede’ ha emozionato tantissimi e l’esecuzione della Macchina e del trasporto (guidato dal leggendario Pino Loddo) sono stati uno splendore.
Q come “quote rosa”, è arrivata la prima “donna – facchino”. Si chiama Laura Berardelli e la sera del tre ha indossato i vestiti del Sodalizio come parte dello staff medico. Complimenti.
R di Rosa, la cosa più importante. Vi raccontiamo un qualcosa di bello che ci hanno raccontato al monastero delle suore. Ogni giorno, durante l’anno, arrivano a far visita alla santa anche cittadini extracomunitari e di altre professioni religiose, che vivono a Viterbo. Un affetto veramente internazionale e cosmopolita.
S di Salvini Matteo, il volto nuovo della Lega. Ospite a Palazzo dei Priori è arrivato con una delle sue famose felpe, questa volta con scritto VITERBO. A suo modo è un genio.
T come “tutti d’un sentimento”. E’ quel qualcosa di magico che c’è la sera del tre. Ed è la domanda che il capofacchino Sandro Rossi ha ripetuto più e più volte a ogni “sollevate e fermi” praticamente ai suoi “soldati”. Anche lui è nella storia del trasporto su via Marconi e lo ricorderanno per questa frase: “Raccontatelo ai vostri figli”, brividi.
U di Unione. Quest’anno in diversi hanno gridato allo scandalo per i presenti sul terrazzo del teatro. Da quanto ci risulta negli anni passati è stato sempre così, perché nessuno se ne era mai accorto?
V come Via Marconi. In tanti hanno scelto di non mancare l’appuntamento con la storia e scattare foto da dare ai propri figli e nipoti. L’emozione in effetti non è stata da poco. I facchini sono arrivati senza banda davanti, solo con la Macchina, e hanno salutato e stretto mani ai viterbesi presenti all’appuntamento. Suggestivo l’arrivo della Macchina da dietro la Banca d’Italia, che sappia illuminare anche la nostra economia.
Z di zero ostacoli e zero ritardi. Un trasporto 2014 perfetto.


















