Macchina di Santa Rosa, l'amministrazione Frontini dà un verso giusto rivoluzionando la prassi
Foto squadra Frontini
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VITERBO - Sulla Macchina di Santa Rosa l'amministrazione Frontini compie una rivoluzione rispetto al passato e imbocca una strada giusta. I cambiamenti apportati quest'anno sono destinati a segnare la storia. 

VITERBO – Sulla Macchina di Santa Rosa l’amministrazione Frontini compie una rivoluzione rispetto al passato e imbocca una strada giusta. I cambiamenti apportati quest’anno sono destinati a segnare la storia della Macchina anche nel futuro, salvo “impazzimenti”. 

I tempi per la costruzione della nuova Macchina

I tempi per le procedure che portano alla nuova Macchina sono stati ridisegnati in maniera perfetta. A dirlo è stato lo stesso Raffaele Ascenzi, ma a sostenerlo è la logica e il senso pratico. La realizzazione dell’ultima Macchina, Gloria, era stata una pazzia. Lavori fatti in appena cento giorni. Il bando d’idee invece è stato spostato in estate dall’amministrazione Frontini, già a settembre conosciamo la nuova Macchina, a breve sarà fatta la gara per il costruttore e ci sarà davanti molto tempo per costruirla. Ascenzi ha parlato della necessità di almeno sei mesi. Ridisegnare l’iter per arrivare alla nuova Macchina è stata una mossa ben fatta, senza timore di smentita. 

La commissione che bilancia vari aspetti, saperi ed esperienze importanti

Scegliere la nuova Macchina è sempre un’impresa. L’idea di disegnare una commissione con dentro il Sodalizio, un rappresentante Unesco e dei tecnici di alto livello espressione della nostra provincia ha dato frutto. La scelta fatta su Dies Natalis difficilmente può essere criticata e, come ha sottolineato la sindaca, la commissione ha centrato l’incarico conferito: “dare alla città una Macchina bella, capace di rappresentarla per il Giubileo e la candidatura a capitale europea”.

Il passaggio di consegne tra Macchine e l’evento per presentare la nuova alla città

Fino alla scelta di Gloria l’incoronazione di una nuova Macchina avvenuta in un banale ufficio comunale, con le persone pressate e quattro parole in croce a commento. L’amministrazione Frontini ha cambiato verso e ha trasformato una roba che prima veniva gestita in maniera indecorosa in un momento su cui catalizzare l’attenzione della città. In realtà due momenti: uno il 4 settembre nella sala del consiglio e uno domenica 17 settembre all’Unione. Soprattutto quest’ultimo momento è stato bene organizzato e ha saputo dare importanza a un momento importante della tradizione della Macchina, quello della presentazione del nuovo modello. Ecco proprio così va trattato un Patrimonio dell’Umanità e quanto fatto dall’amministrazione Frontini denota una sensibilità non scontata perché nessuno prima ci aveva pensato. 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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