Macchina di Santa Rosa in piazza Verdi, il plauso e la soddisfazione dei commercianti
Fiore del Cielo
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Fiore del Cielo è stata il simbolo esclusivo delle festività natalizie in piazza Verdi, primo accesso al centro storico, la piazza in cui domina il Teatro Unione. La Macchina di santa Rosa ideata da Arturo Vittori vi è rimasta dall’8 dicembre al 7 gennaio.

Fiore del Cielo è stata il simbolo esclusivo delle festività natalizie in piazza Verdi, primo accesso al centro storico, la piazza in cui domina il Teatro Unione. La Macchina di Santa Rosa ideata da Arturo Vittori vi è rimasta dall’8 dicembre al 7 gennaio.

Una scelta che ha soddisfatto i commercianti dell’associazione Centro Vivo, che hanno visto per la prima volta Piazza del Teatro animata da persone, luci e una vitalità poco nota a quella parte della città. Le luminarie hanno contribuito a rendere questo angolo di città un luogo magico e incantato. Un videomapping ha raccontato la storia della Macchina di santa Rosa ai turisti e ai viterbesi, che hanno potuto ascoltarla per la prima volta per tutta la durata
delle feste natalizie, poi le iniziative del Capodanno in piazza e il magnifico Teatro Unione ritornato al suo antico splendore, con l’offerta di spettacoli di buona qualità.

E’ così che anche questa parte di Viterbo è tornata a farsi guardare riservando uno spettacolo unico e inedito. Le polemiche dei primi giorni, dopo la decisione di esporre la Macchina di Santa Rosa in un periodo e in un contesto diverso dal solito, hanno aperto la strada a riflessioni e dibattiti che hanno animato le festività natalizie. I commercianti dell’associazione Centro Vivo esprimono la propria soddisfazione agli organizzatori che hanno sostenuto questo progetto, fiduciosi che sia in continuità.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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