Macchina di S. Rosa, acqua dai leoni e incenso. Domattina inizia il montaggio
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Tra circa 48 ore 'FioredelCielo' tornerà a splendere sopra le mura di Porta Romana. Diverse le novità previste per questo sesto e ultimo trasporto della creatura disegnata da Arturo Vittori.

Acqua dalle bocche dei leoni e incenso a rendere più prezioso il primo trasporto con il marchio di patrimonio dell’umanità. Poche ore ancora e inizieranno i lavori di montaggio di FioredelCielo. La Macchina disegnata da Arturo Vittori giunge quest’anno al suo sesto trasporto.

Se la novità sul percorso, l’allungamento su via Marconi, è già di dominio pubblico da settimane iniziano a trapelare le prime notizie sulle modifiche messe in cantiere sulla Macchina. “La base di FioredelCielo è formata dalla scritta Faul, sormontata dai leoni e dalle palme simbolo di Viterbo. Appena sopra, altre bocche di leone la circondano: è da qui che si vuole fare uscire l’acqua”, scrive Massimo Chiaravalli sulle colonne de Il Messaggero di Viterbo. L’altra novità è quella del fumo, più punti lungo tutto il tronco del “campanile che cammina”.

A San Sisto fervono i preparativi. A qualsiasi ora si passa da quelle parti è possibile ammirare, e il termine non è scelto a caso, il lavoro di Contaldo Cesarini e Vincenzo Fiorillo. I costruttori, che attendono per domattina l’arrivo dei vari pezzi. Pezzi che attraverseranno il centro storico di Viterbo, con sosta al Comune, dove è custodita la statua della Santa da posizionare in cima. Altra novità sulla struttura riguarda il colore: tutto bianco. Già lo scorso anno era stata dipinta di questo colore, in sostituzione all’oro originario, la parte esterna. Quest’anno il bianco riguarda anche il corpo interno, con delle sfumature di colore sulla base.

In due giorni dovrà essere tutto a posto. Per la sera del 22 infatti è stata messa in calendario la tradizionale serata con le “penne sotto la Macchina”. Quest’anno ancora più gustosa grazie all’apporto della pasticceria di via Garibaldi, che offrirà bigné, e del Red Rose di San Sisto, sotto “col ciuffo” del vino rosso.

Tra circa 48 ore i viterbesi avranno di nuovo sotto gli occhi la loro più grande “magia”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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