Macchina di Santa Rosa a Natale a San Sisto, Mecarini (Sodalizio): "Ci piacerebbe fosse Gloria"
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VITERBO - Da giorni avevamo intercettato la notizia, anche se non eravamo riusciti a trovare conferme. Forse perché il sindaco Giovanni Arena non voleva rovinare l'effetto sorpresa che è riuscito a ottenere sabato al pranzo sociale dei Facchini. Dopo uno scambio riservato con il presidente Mecarini, dove ha voluto sondare gli animi sull'idea di esporre per Natale il campanile che cammina, il primo cittadino ha annunciato a tutti l'intenzione del Comune.

VITERBO – “Ci piacerebbe che la Macchina di Santa Rosa scelta per rappresentare la nostra tradizione più importante sotto le feste di Natale fosse Gloria”. Così il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini.

Da giorni avevamo intercettato la notizia, anche se non eravamo riusciti a trovare conferme. Forse perché il sindaco Giovanni Arena non voleva rovinare l’effetto sorpresa che è riuscito a ottenere sabato al pranzo sociale dei Facchini. Dopo uno scambio riservato con il presidente Mecarini, dove ha voluto sondare gli animi sull’idea di esporre per Natale il campanile che cammina, il primo cittadino ha annunciato a tutti l’intenzione del Comune.

Accolta calorosamente dai presenti. L’idea è quella di mettere in mostra, in un momento potenzialmente buono per l’arrivo di turisti in città, quella tradizione che è valsa il titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Quindi l’amministrazione ha pensato di collocare la Macchina a piazza San Sisto.

“Una scelta che quadra con una serie di obiettivi – spiega l’assessore Marco De Carolis -. In primo luogo parliamo di un posto simbolo del Trasporto. A San Sisto infatti avviene “la mossa”. Inoltre con questa azione allarghiamo le zone del centro storico interessate da eventi natalizi”. 

Questa mattina De Carolis e alcuni tecnici si recheranno in quel di Porta Romana per fare le valutazioni del caso. Sarà necessaria una corsa contro il tempo ma le intenzioni ci sono tutte. Già lo scorso anno, ultimo dell’era Michelini, il Comune collocò la Macchina in piazza. In quel caso la location scelta fu davanti al Teatro Unione e il modello Fiore del Cielo. L’appello di Mecarini a optare per Gloria è importante. A Palazzo dei Priori la scelta. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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