Macchina a Milano: le reazioni politiche alle cattive recensioni dei giornali nazionali
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Ecco alcune delle principali reazioni alle parole di Corriere della Sera e Fatto Quotidiano sulla Macchina di Santa Rosa esposta a Milano all'Expo.

Ecco alcune delle principali reazioni alle parole di Corriere della Sera e Fatto Quotidiano sulla Macchina di Santa Rosa esposta a Milano all’Expo.

Riccardo Valentini“il Corriere della Sera e il Fatto quotidiano chiedano scusa alla città di Viterbo e a tutti i suoi abitanti. Perché chi pensa che la macchina di santa Rosa sia “trash”, “un indefinito coso” o peggio ancora “un dettaglio da far rabbrividire” è semplicemente un ignorante e non permettiamo a nessuno un simile affronto”.

Daniele Sabatini: Rispetto per il simbolo di devozione e di identità di Viterbo. Chi ha stilato tale galleria probabilmente non conosce il profondo legame di fede della cittadinanza, la suggestione del Trasporto la sera del 3 settembre, né la storia della Macchina. Come dimostrerebbe anche la didascalia che accompagna la foto, testualmente una guglia della Macchina di S. Rosa”.

Chiara Frontini: “Fossi il sindaco, inviterei questo giornalista il 3 settembre ad ammirare la nostra Macchina. Poi ne pretenderei le scuse e magari lo lascerei uin’oretta solo con i nostri Facchini, così la prossima volta ce pensa due volte”

Giacomo Barelli: “Se non fossimo lì nessuno avrebbe criticato. E’ una grande operazione di marketing. Reputo le critiche ricevute sbagliate, ma ci può stare. Fa parte dell’aprirsi al mondo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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