
Ma si vuole bene? No, Viterbo non si vuole veramente bene. A parte quei viterbesi che la insozzano, che ne trascurano la manutenzione (che è il vero indicatore di maturità civica e amministrativa), ci sono casi che sono proprio intollerabili. Viterbo non si è voluta bene soprattutto dal secondo dopoguerra, quello che pure fu il periodo di grandi restauri di opere d’arte e architettoniche di richiamo religioso e storico offese dai bombardamenti. Sembra strano, ma nella smania della ricostruzione solo l’opera d’arte riconosciuta in modo eclatante (S.Sisto, S.Francesco, S. Maria della Verità, Porta Romana e Porta Fiorentina, ecc.) fu ristorata, mentre le opere “storiche” spesso furono degradate a “vecchie”, ed eliminate: torri pericolanti o ingombranti, mura e edifici scomodi, perfino pitture d’ispirazione popolare giudicate incapaci di scatenare qualche sturm und drang nel passante. Con uno sciupìo che non fu solo da parte dei singoli cittadini, magari talvolta ignoranti e disinformati, ma anche del Comune, dove personaggi della cultura di allora si vantavano di governare in modo illuminato, e di una Sovrintendenza un tempo lontana e romanocentrica, ma neanche così presente oggi, da quando ha una sede a Viterbo.
Ecco qua un elenco incompleto; proposto tanto per dire.
A) Zona nord-est:
Torre di S. Biele, XIII secolo, già affrescata, oggi affossata tra i palazzi dell’omonima via negli anni ’60-‘80; Porta Romana, edificio anni ‘60/’70 su Via S. Maria in Gradi fuori scala e in aperto contrasto visivo con i monumenti circostanti; Ex Ospedale Domus Dei, via S. Maria in Gradi, XIII secolo, in disfacimento; Castel Firenze, architettura liberty, viale della Grotticella, distrutto nel 2012; Zuccherificio, archeologia industriale di pregio, area oggi Cittadella della Salute.
B) Centro storico:
Piazza Campoboio, in degrado completo; Fontana dei Leoni, Piazza delle Erbe. Sculture in degrado da grave corrosione;
Torre di Rolando, sec. XIII-XIV, Corso Italia, demolita nel 1950; Palazzi Nini, via Annio, XVI-XVII secolo, facciata graffita in disfacimento; Arco abbattuto dai bombardamenti e non più ricostruito, alla fine di Via S. Pellegrino. Edifici lungo via S. Pietro, in completo degrado e abbandono; Via S. Leonardo, affreschi del XV secolo su facciate dei palazzi d’epoca, scomparsi dal 2015.
Ex Ospedale degli Infermi (XVV-XVIII secolo), in completo disuso e degrado.
C) Mura civiche e Valle di Faul:
Valle Faul, chiese di S. Maria Maddalena e di S. Croce (XIII-XVI secolo) in rovina. Mura civiche a Pianoscarano, sec. XIII-XIV, tratto nascosto dietro sili di un molino industriale
D) Altre zone:
Arco presso Convento dei Cappuccini, via S. Crispino, XVII sec., abbattuto da un camion e mai più ricostruito. Ponti S. Valentino e Ilario, S. Nicolao, non adeguatamente valorizzati e in sostanziale abbandono
E) Ovunque:
Fili, cassette elettriche e altro in bella vista su facciate di palazzi storici dei secc. XIII-XIX.
Per le immagini, rimando volentieri al bel libro di Muro Galeotti “Addio vecchia Viterbo!”, 1987.
Chi è interessato, si accomodi: può aggiungere altri esempi, oppure accampare spiegazioni e giustificazioni.


















