Ma nel 2033 ci sarà ancora la città di Viterbo?
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VITERBO – La città cade a pezzi. Prima la loggia del palazzo papale, poi la pavimentazione di piazza San Lorenzo. A questi si aggiunge il degrado di piazza San Pellegrino dove le scale cadono a pezzi.

VITERBO – Ben venga la candidatura di Viterbo a “Capitale europea della cultura”. Una candidatura che auspichiamo non sia solo di “facciata” ma che serva concretamente ad unire la città intorno ai problemi reali.

Primo tra questi la cura ed il decoro del centro storico, in particolar modo del quartiere medievale, che, in un’ amministrazione illuminata, dovrebbe rappresentare il fiore all’ occhiello, il biglietto da visita della città.

Il titolo dell’ articolo è volutamente provocatorio e dovrebbe servire a far smuovere le coscienze. Non solo dell’ amministrazione o della cosiddetta “classe dirigente” ma di tutti i cittadini viterbesi,  molti dei quali sono ormai delusi e lontani da ogni speranza di un cambiamento di rotta nella gestione della città e nella valorizzazione del suo patrimonio storico e architettonico.

In poco tempo i cittadini hanno dovuto assistere alla rovina della loggia dei papi, poi allo scempio della pavimentazione di piazza San Lorenzo.

Oggi sui social stanno girando queste foto di una scalinata di piazza San Pellegrino che cade a pezzi.

Tutto questo deve imporre non solo una riflessione ma , soprattutto, decisioni politiche volte a salvaguardare un patrimonio monumentale cittadino che il mondo ci invidia e che noi rischiamo di mandare in malora.

A nostro avviso il lungo viaggio verso “Viterbo capitale della cultura” dovrebbe iniziare da qui.

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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