Lutto a Tarquinia: addio a Stefano D’Eramo, stroncato a 44 anni
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Tarquinia piange la scomparsa improvvisa di Stefano D’Eramo, 44 anni, conosciuto e stimato in città. Sui social in tanti lo ricordano con affetto.

TARQUINIA – La città è in lutto per la scomparsa improvvisa di Stefano D’Eramo, avvenuta nella giornata di oggi, martedì 17 giugno. L’uomo, di soli 44 anni, era molto conosciuto e stimato in città, dove lavorava per un noto supermercato del posto.

La notizia della sua morte ha destato profonda commozione tra amici, colleghi e concittadini. In queste ore sono tantissimi i messaggi di cordoglio che stanno affollando i social. Sulla sua bacheca si leggono frasi cariche di dolore e affetto come Buon viaggio amico mio”, “Sarai sempre con noi”, “Parte della nostra squadra”, “A presto Ste, non è mai un addio”.

In molti hanno condiviso foto ricordo e momenti vissuti insieme a Stefano, un segno dell’impronta che aveva lasciato nella comunità. Un dolore che unisce la città di Tarquinia nel ricordo di un uomo descritto da tutti come gentile, disponibile e sempre sorridente.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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