Lupi straziano gregge di pecore a Farnese
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I lupi fanno strazio di diversi capi di un gregge di pecore nel territorio di Farnese. Sulla questione interviene la Coldiretti Viterbo, sottolineando l'importanza della legge regionale che disciplina i rimborsi per i danni causati all'agricoltura e all'allevamento dalla fauna selvatica.

Lupi attaccano gregge a Farnese e fanno strazio di alcune pecore. La Coldiretti di Viterbo comunica che nelle prime ore del mattino i lupi hanno nuovamente attaccato un gregge di pecore nel comune di Farnese, attaccando l’azienda di Massimo Biagini, socio Coldiretti nonché sindaco del paese.

Ricordiamo l’importanza della legge regionale sui danni da fauna selvatica su cui Coldiretti Viterbo riporta da tempo l’attenzione, ricordiamo l’appuntamento del 29 settembre alla Regione Lazio. Sarà quella l’occasione per analizzare nello specifico i contenuti e le disponibilità finanziarie necessarie per l’attuazione di tutte le misure previste dal piano operativo affinché il problema dei danni causati all’attività agricola dalle diverse specie di fauna selvatica non sia trattato sempre sull’onda dell’emergenza e di gravi fatti di cronaca, bensì attraverso un sistema organico di interventi così come prevede la legge regionale.

“Prendiamo atto della delibera che approfondiremmo nella nostra assemblea indetta per il giorno 29 presso la Regione Lazio. In attesa di una visione più dettagliata esprimiamo moderata soddisfazione, ma al momento lo stato di agitazione permane” ha dichiarato il direttore di Coldiretti Lazio, Aldo Mattia. Coldiretti Viterbo ricorda al tal proposito anche i danni di giugno a Tuscania sui capi morti nel gregge di proprietà del signor Narciso Baroni.

“Da tempo ormai chiediamo la necessità di una legislazione per l’esercizio della zootecnia in maniera equa e senza danni a coltivatori e cittadini” ha detto il direttore di Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti.

“Quello dei lupi è un problema che da troppo tempo ormai danneggia il comparto, in Tuscia soprattutto. Ancora una volta chiediamo soluzioni definitive al più presto” ha infine aggiunto il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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