Lupi, Coldiretti: "Bene la delibera regionale, accolte le nostre richieste"
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VITERBO - Le richieste della principale organizzazione di produttori agricoli nazionale e della Tuscia sono state accolte in toto e totalmente prese in carico dalla regione Lazio, con una delibera che darà gli strumenti indispensabili agli allevatori per poter coesistere pacificamente con questa specie protetta.

VITERBO – Grande soddisfazione in casa Coldiretti per la delibera regionale sul piano di conservazione del lupo e della coesistenza con le attività agro-zootecniche.

Le richieste della principale organizzazione di produttori agricoli nazionale e della Tuscia sono state accolte in toto e totalmente prese in carico dalla regione Lazio, con una delibera che darà gli strumenti indispensabili agli allevatori per poter coesistere pacificamente con questa specie protetta.

“Contributo pubblico sulle polizze assicurative per lo smaltimento carcasse e per la sostituzione dei capi uccisi dal lupo, contributi per l’acquisto di cani da guardiania maremmano-abruzzesi di alta genealogia, lotta all’ibridazione, marcature, monitoraggi, formazione degli operatori, cattura dei cani selvatici, sterilizzazioni a costi calmierati per i cani di proprietà e tanto altro sono i punti
che avevamo chiesto – commenta il presidente di coldiretti Viterbo Mauro Pacifici – e che abbiamo ottenuto in toto; oggi si volta pagina e si gettano le basi per un futuro più sereno per gli allevatori; lo avevamo promesso e lo abbiamo ottenuto in modo chiaro”.

Entusiasta anche il direttore di Coldiretti Viterbo Alberto Frau, che ha contribuito alla stesura ed alla presentazione del progetto sulla coesistenza tra lupo e agricoltura nella Tuscia, progetto che è stato quasi tutto assorbito dalla delibera regionale.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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