L'Università della Tuscia svetta tra gli atenei del centro Italia
università della tuscia
800 Monastero
L'Indagine di Almalaurea sul futuro degli studenti a un anno dalla laurea mette in buona luce l'ateneo viterbese sotto molti punti di vista

Di buone notizie ne abbiamo proprio bisogno, soprattutto in questi tempi non troppo facili. La situazione negativa riguarda essenzialmente le fasce di età più giovani, dove il livello di disoccupazione si aggira ancora intorno a un preoccupante 38,1%, nonostante la risalita dell’1,2% annunciato pochi giorni fa dall’Istat. Un così alto tasso di disoccupazione preoccupa fortemente i più giovani, incerti sul loro futuro lavorativo, anche dopo aver conseguito una laurea. A questo proposito, a dare indicazioni più chiare sulle prospettive, arriva l’ultimo rapporto di Almalaurea sugli atenei italiani.

Una statistica che si riferisce ai laureati nel 2014 e a quelle che ad oggi sono le loro realtà, condotta a livello nazionale su tutte le Università del Paese. Anche l’Unitus, di conseguenza, finisce nella cerchia degli intervistati grazie a 1.027 laureati durante il 2014, dei quali 872 hanno risposto all’intervista di Almalaurea. Un numero sufficiente a convincerci della genuinità della statistica, che vede la Tuscia collocarsi in una buona posizione tra gli atenei del centro Italia.

Secondo la statistica il 41,5% dei laureati Unitus ha un lavoro a un anno dalla laurea, dal conteggio inoltre sono escluse tutte quelle attività di specializzazione come gli stage o praticantadi, che per un neo laureato corrispondono al primo passo verso il mondo del lavoro. Molto vicino il dato che riguarda l’Università Sapienza di Roma, che si aggira sul 42,8%, mentre Perugia scende al 40,5%

Interessante poi notare come l’Unitus si attesi come ateneo frequentato da lavoratori che cercano di specializzarsi. Il 58,6% degli occupati, infatti, continua il lavoro che stava svolgendo prima della laurea. Un dato, quello di Viterbo, che risulta uno fra i più alti del centro Italia, mentre gli altri si attestano tutti tra il 30 e il 40%.

Il dato che proietta l’Unitus in alto rispetto alle altre, però, è quello che riguarda il “valore mensile netto”, ovvero il valore medio espresso in euro di un laureato con fasce che vanno da 250 a 3000 euro mensili. Un neo laureato Unitus vale circa 887 euro/mese, a differenza di uno che viene dalla Sapienza, dove il valore è di 876 euro/mese. A Napoli ci si aggira sugli 832 euro e a Roma Tre 860 euro. Risultati migliori a Perugia dove si toccano gli 891 euro/mese, mentre le Università del nord Italia sembrano far toccare nuove vette a questi indici, spesso superando le 1000 euro al mese.

Arriviamo ora alle note dolenti, perché non tutto può andare bene. Il dato meno entusiasmante per la Tuscia è quello relativo alla soddisfazione personale degli studenti. Solo il 30,5% di loro, infatti, ritiene che l’Università sia stata efficace per il loro lavoro. Un dato non certo entusiasmante che, siamo certi, verrà recepito dai vertici dell’Università per cercare una soluzione.

Consultando in maniera più dettagliata la statistica, inoltre, è possibile suddividere i dati anche a seconda del singolo corso di laurea dell’ateneo. Vediamo in questo modo come il corso che crea più opportunità di lavoro – a sorpresa – è quello politico-sociale con un 58,9% di lavoratori che valgono in media 1078 euro al mese, seguiti da quelli di agraria con un 42,7% di occupati e 1081 euro al mese di valore. Le cose vanno peggio per il corso geo-biologico, dove a lavorare sono il 29,5% per un valore mensile di 648 euro.

800 Confartigianato
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
asvis 2
monastero interno
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
Onda
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300