L'Unitus su Marte alla ricerca di vita "aliena"
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L'Unitus su Marte. L'Europa sbaraca sul pianeta rosso e porta con sé anche una parte di un progetto sviluppato da un professore dell'Università degli Studi della Tuscia.

L’Unitus su Marte. L’Europa sbarca sul pianeta rosso e porta con sé anche una parte di un progetto sviluppato da un professore dell’Università degli Studi della Tuscia.

Si tratta di Silvano Onofri, ordinario di Botanica al Dipartimento di Ecologia e Biologia a Viterbo. E’ il primo autore della ricerca Life (Lichens and Fungi Experiment), che si è conclusa ottenendo anche la pubblicazione su Nature, la più conosciuta rivista scientifica al mondo.

L’esperimento Life è uno studio di astrobiologia. Al centro dell’attenzione il fungo antartico Cryomyces antarcticus che, in base a quanto emerso dallo studio, potrebbe essere in grado di sopravvivere su Marte. È quanto constatato dagli scienziati dopo il ritorno dallo spazio.

Il fungo in questione, prelevato dalle rocce delle valli di McMurdo in Antartide – una delle zone più aride e ostili della Terra – è stato esposto a condizioni marziane riprodotte sulla Stazione Spaziale Internazionale e il risultato è stato stupefacente: non solo è riuscito a sopravvivere, ma anche a mantenere le proprietà e il Dna inalterati.
‘’Il 10% delle cellule dei funghi è sopravvissuto e si è riprodotto, il 60% delle cellule, invece, è rimasto vivo ma non in grado di riprodursi’’, ha precisato Onofri in diverse interviste rilasciate. Si tratta di un risultato di fondamentale importanza perché sta a indicare che determinate cellule sono in grado di sopravvivere anche sul pianeta rosso. Inoltre, proprio su Marte, da sempre considerato un pianeta ostile alla vita, le condizioni sarebbero diverse da come erano state immaginate finora: “esso, in particolare, sarebbe più simile alla Terra di quanto non si sia mai pensato”, ha aggiunto Onofri.

La seconda parte del progetto si chiama Biomex (Biology and Mars Experiment). Lo scopo: realizzare modelli di comparazione per analizzare, con il rover europeo ExoMars 2018, se, su Marte, ci siano segni di vita passata o presente.

“All’inizio del 2016 parte la missione europea ExoMars – dichiara Onofri a Focus – e quando ci arriveranno i primi dati cominceremo a fare i confronti per capire se i segnali e le tracce chimiche lasciate sulle rocce di Marte hanno similitudini con quelli dei microrganismi antartici”.

L’ipotesi scientifica che i biologi italiani fanno è quella del trasferimento interplanetario di batteri come base dell’origine della vita, ed è funzionale alla ricerca di altri pianeti potenzialmente “vivi”, a cominciare da Marte e dalle lune di ghiaccio di Giove e Saturno.

L’”amartamento” ieri 19 ottobre, tre giorni dopo l’ingresso nell’orbita marziana. Una risposta importante sulla vita su Marte potrebbe arrivare nel 2020, quando partirà la seconda fase della missione. Il secondo volo spedirà, infatti, su Marte un veicolo robotico, un rover con le  ruote, simile a un’utilitaria. Il suo passatempo preferito sarà bucherellare la superficie del pianeta fino a due metri di profondità con un piccolo trapano, ancora una volta frutto dell’ingegno italiano.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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