L'Unitus frena sull'attribuzione a Michelangelo, ma c'è una storia enorme da raccontare. Ed è ora di farlo
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Tra le certezze ce n'è una che ha più valore delle altre, almeno dal punto di vista del fascino profano di cui si ricopre: l'incredibile storia eretica di Vittoria Colonna e il suo rapporto con Michelangelo Buonarroti

L’Università della Tuscia frena sull’attribuzione della Crocifissione a Michelangelo: “Non è mano di Michelangelo ma sarebbe opera dei suoi allievi”. Il tema però è caldo e gli studi proseguono. Il giorno dopo la presentazione degli studi da parte di Archeoares, Egidio 17, Unitus, Touring Club e Diocesi di Viterbo, l’Università della Tuscia interviene per rivendicare il lavoro effettuato da alcuni propri ricercatori, sulla tavoletta sulla cui attribuzione Antonio Rocca si è esposto parlando di Michelangelo in persona.

“Non è mano di Michelangelo ma sarebbe opera dei suoi allievi. Gli esperti di Beni Culturali dell’Università della Tuscia hanno eseguito, e lo stanno ancora facendo, innumerevoli controlli sul dipinto e verifiche storiche ma può essere vero, come afferma la professoressa Simona Rinaldi di Beni Culturali, che l’opera sia una derivazione dai disegni michelangioleschi, utilizzati da seguaci e colleghi. Il punto di partenza – scrive l’Università in merito al lavoro della prof. Rinaldi – era superare l’idea che il dipinto fosse opera di Michelangelo, insostenibile dal punto stilistico e tecnico, e senza alcun fondamento storico”.

Anche lo storico dell’arte Claudio Strinati recentemente aveva visionato l’opera, senza l’apporto però delle ricerche effettuate in queste settimane, e l’aveva attribuita “alla cerchia di Michelangelo, avendo – come riportato sul catalogo della mostra Sacro e Profano del 2013 a cura di Andrea Alessi – delle assonanze con l’operato di Teodoro Siciliano”. L’autore, per intenderci degli affreschi della sala del Consiglio di Palazzo dei Priori. Affermazioni che in un certo modo cercano di tenere a bada gli entusiasmi.

Insomma, però, si tratta di un Michelangelo oppure no? Forse sì o probabilmete no? Difficile dare oggi una risposta definitiva. Gli indizi sono tanti, la relazione di quel drappo rosa cinto intorno alla vita del Cristo e l’atteggiamento del ladrone salvato dalla fede incuriosisce anche i più profani della storia dell’arte. Certezze, alcune, ce ne sono. Dubbi, anche. Tra le certezze però ce n’è una che ha più valore delle altre, almeno dal punto di vista del fascino profano di cui si ricopre: l’incredibile storia eretica di Vittoria Colonna e il suo rapporto con Michelangelo Buonarroti che crea una grande aurea di interesse attorno a questa Crocifissione. Un interesse su cui investire e sul quale costruire una narrazione per Viterbo che riporti quel periodo al centro delle attenzioni della Città.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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