Lungolago di Capodimonte, vogliono tagliare i pioppi. Il 25 aprile la "battaglia" dell'abbraccio
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Un abbraccio per cercare di salvare i pioppi di Capodimonte. Per martedì 25 aprile è stato organizzato un flash mob alle ore 16,30. Appuntamento presso la Fontana di Sasso: alla fine della passeggiata dei pioppi e prima del campeggio di Capodimonte.

Un abbraccio per cercare di salvare i pioppi di Capodimonte. Per martedì 25 aprile è stato organizzato un flash mob alle ore 16,30. Appuntamento presso la Fontana di Sasso: alla fine della passeggiata dei pioppi e prima del campeggio di Capodimonte.

Gli organizzatori hanno lanciato un appello: “Ognuno può portare la sua creatività: musica, poesie, letture, danze, canti, foto e video”. Quella della salvezza dei pioppi è una battaglia destinata a fare parecchio rumore nei prossimi giorni.

Tutto ha avuto inizio in data 10 febbraio 2017, giorno di firma della determina numero 46: “Potatura e abbattimento di pioppi in viale Regina Margherita”. Con la stessa il Comune di Capodimonte affida questi lavori a una ditta di Viterbo per il prezzo di 5.494,43 euro.

In data 6 aprile l’associazione La Porticella, allertata da alcuni capodimontani, con lettera protocollata chiede un incontro urgente con il sindaco Mario Fanelli, per essere informata sui motivi degli interventi e su eventuali perizie, permessi e avvisi a riguardo. Richiede inoltre di sospendere ogni azione di abbattimento.

Il 10 aprile l’Ufficio Tecnico del Comune chiama il segretario dell’associazione, dichiara che in questo caso il Comune può procedere senza particolari permessi e avvisi, e che i motivi per l’abbattimento sono l’età degli alberi e la loro pericolosità, il pericolo di allergie provocate dai pioppi, e soprattutto il fatto che siano già stati messi a dimora giovani platani per sostituire i grandi pioppi i quali impediscono il loro sviluppo. Il segretario insiste comunque sull’incontro e propone come data giovedì 13 aprile.

Nel primo pomeriggio appare un post su facebook: “APPELLO URGENTE. Questi 22 stupendi alberi fanno da cornice al lago di Bolsena nel paese di Capodimonte. Per motivi incomprensibili il comune li vuole abbattere perché secondo questi burocrati provocano l’allergia di alcune persone, forse proprio di qualcuno che lavora nel comune stesso? Cerchiamo di fare il possibile per evitare questo scempio e iniziamo con il condividere questo post il più possibile su Facebook”.
Mille e duecento condivisioni e centinaia di commenti e controcommenti. Intanto, La Porticella interpella il Corpo Forestale e la Soprintendenza che si mostrano molto disponibili.
Il Corpo Forestale dichiara di essere al corrente della vicenda, di avere ricevuto l’anno scorso un’istanza a proposito e che, visto il carattere dell’intervento e nell’assenza di una tutela specifica degli alberi, non ha motivo di intervenire.
La Soprintendenza conferma questo parere, aggiungendo che sembra comunque improbabile che un tale viale alberato non sia tutelato; promette di informarsi in materia.

Senza dubbio, “I Pioppi”, o “Le Pioppe” per i capodimontani, viale alberato unico nel mondo per la sua età (l’impianto risale al 1400 all’incirca, vedi qui per la sua storia) e la sua estensione, avrebbero senza dubbio i crismi per essere posti sotto tutela

Tutte le fonti storiche descrivono il viale costituito da pioppi (“l’arbuccio”), olmi, ontani, ornelli, anche salici e gelsi nel passato – un impianto misto con piante del posto, impiantate da contadini e pescatori (e parecchi di noi si ricordano ancora …). Il platano fu introdotto nei primi anni del secolo scorso, forse per imitare la scelta della borghesia nella raffinata Bolsena: non è però capodimontano. Una tutela attenta al carattere essenziale del viale nella sua continuità storica, e fiera della sua origine contadina, tenterebbe di conservare e rinforzare questo aspetto.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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