Lunedì si vota l'adesione alla «Carta di Avviso Pubblico», ma qualcosa non torna
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Incarichi conferiti senza procedura pubblica, le posizioni di D'Ubaldo, Tofani e Moltoni, quella di Filippo Rossi, i fondi elargiti senza bando. Con queste situazioni al limite l'amministrazione vuole approvare la Carta di Avviso Pubblico. Ma Avviso Pubblico, poi, approverà l'adesione del comune di Viterbo?

Ecco la Carta di Pisa: lunedì mattina in prima Commissione la discussione sul documento, ma con quale consapevolezza? Gli incarichi conferiti senza procedure pubbliche come quello per i guardiani a Palazzo dei Priori; i fondi per la cultura elargiti senza bando; la nomina del condannato dalla Corte dei Conti Luca D’Ubaldo nel nucleo di controllo interno del comune di Viterbo; le posizioni di Francesco Moltoni e Maurizio Tofani; la posizione del fondatore di Caffeina Filippo Rossi considerato da Michelini l’uomo in più per progettare «Viterbo capitale della cultura». Con questo bagaglio di punti interrogativi il centrosinistra lunedì prossimo cerca di correre ad approvare in Commissione la Carta (oggi rinominata Carta di Avviso Pubblico, leggila qui), ovvero quel “codice etico per la buona politica”, come si autodefinisce, per arrivare giovedì 12 alla sua approvazione in Consiglio.

Dopo mesi di gestazione nella pancia del Consiglio comunale, ignorata da tutto e da tutti, il documento è tornato a far parlare di sé quando il consigliere di Oltre Le Mura Marco Ciorba, appena riposte le armi tra le fazioni della maggioranza grazie all’intesa e al voto di Maria Rita De Alexadris come presidente del Consiglio comunale, ha chiesto e ottenuto di anticipare la discussione del documento che era stato inizialmente proposto dal capogruppo democratico Francesco Serra.

“È ora di uscire dalla fuffa, partendo dalla trasparenza” ha poi spiegato il consigliere sfidando da un lato il capogruppo di Viva Viterbo Filippo Rossi, che aveva usato più volte il termine “fuffa” durante il suo intervento in Consiglio nel quale esortava l’amministrazione a fare meglio, e dall’altro, forse, lo stesso Serra, che potrebbe essere considerato in posizione di conflitto di interessi per la sua posizione professionale come dipendente Asl presso l’ospedale di Belcolle, così come Patrizia Frittelli. Una posizione però, che a leggere il documento, non dovrebbe portarli a grandi conseguenze. Al massimo, sembra, al doversi astenere dal votare (alcune) delibere che riguardino il tema della sanità.

Perché, però, i punti interrogativi? Perché la Carta di Avviso Pubblico indica una serie di prassi che l’amministrazione che vi aderisce deve mettere in pratica. Non basta infatti chiedere l’adesione per ottenerla perché l’associazione omonima poi dovrà valutare e decidere se approvare o meno la richiesta. E con tutti quei punti interrogativi non è detto che ciò avvenga anche perché la Carta è molto chiara su ciò che sia necessario fare ed essere. Bisogna garantire trasparenza e imparzialità e la buona fede non basta. Occorre contrastare clientelismi e conflitti di interesse e fare nomine basate esclusivamente sul merito.

 

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