Luminarie nel capoluogo, Mancini: "Una sobrietà elegante per illuminare il nostro commercio"
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VITERBO - Il centro storico è illuminato praticamente in ogni punto. L'operazione è stata sostenuta, con 80mila euro, direttamente dal Comune.

VITERBO – Il capoluogo è illuminato per le festività di Natale e fine anno ma nel segno della sobrietà. “Una scelta di campo – precisa l’assessore allo Sviluppo Economico di Palazzo dei Priori Alessia Mancini -, maturata nel rispetto del difficile periodo che stiamo attraversando. Dobbiamo sostenere le nostre attività artigiane e commerciali ma è chiaro che queste festività saranno diverse.

Non c’è, è ovvio, la spensieratezza. Ci sono state tante vittime, nel giorno in cui abbiamo acceso le luminarie in gran parte della città è venuto a mancare Sario Ricci, lo conoscevamo tutti perché uno dei protagonisti del panorama culturale locale. Sono cose che ti lasciano il segno”. 

Il centro storico è illuminato praticamente in ogni punto. L’operazione è stata sostenuta, con 80mila euro, direttamente dal Comune. “Non potevamo immaginare diversamente, le attività sono già in difficoltà – continua Mancini -. Anzi lancio un appello a tutti i viterbesi per acquistare prodotti locali e nei nostri negozi. Va sostenuto il nostro tessuto economico”.

Le principali vie sono illuminate con dei tunnel di luce bianca che aprono sulle piazze dove è stata realizzata un’illuminazione a capanna. Nella zona monumentale di San Pellegrino e San Lorenzo sono stati scelti dei ghiaccioli luminosi. Quest’anno luce anche a piazza della Rocca, così come nelle frazioni. Per la prima volta luminarie anche a Sant’Angelo di Roccalvecce, frazione che grazie al borgo delle fiabe sta vivendo una rinascita anche commerciale. 

Sui principali palazzi del centro la bellezza anche di diverse proiezioni di luce. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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