
Festival delle Luci, a finire sotto inchiesta è l’intera commissione che ha aperto le buste e aggiudicato la gara d’appalto alla ditta Audiotime. Raggiunti dall’avviso di garanzia e conclusione delle indagini il dirigente Stefano Menghini e due funzionarie comunali. L’accusa è di abuso d’ufficio.
Gli viene contestato di aver attestato contrariamente al vero che la ditta Carramusa avesse presentato un’offerta dove non si teneva conto delle spese relative agli allacci e quadri elettrici. Posta che nel bando erano individuate come a carico del Comune. In più figura la decurtazione strumentale dall’offerta totale di Audiotime l’importo di 15mila e 900 euro più Iva per servizi non previsti sotto la voce di costi fissi. Portando così l’offerta di Audiotime da 58mila euro (70mila con Iva) a 42mila. Quindi più vantaggiosa di quella di Carramusa: 45mila euro (54mila Iva inclusa).
I fatti risalgono al Natale 2013, quando si ebbe un polverone di polemiche proprio relativo all’affidamento del primo e unico Festival delle Luci della città di Viterbo. Una situazione giudicata poco chiara da diverse parti, che spinse l’opposizione a Palazzo dei Priori a presentare un esposto alla Procura della Repubblica.
Il sindaco Michelini tende a sminuire: “Lasciamo lavorare la magistratura. Fortunatamente non c’è nessun amministratore coinvolto e i dipendenti comunali sapranno spiegare il proprio operato”.


















