Luminaria, sotto inchiesta tutta la commissione
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Festival delle Luci i tre raggiunti dall'avviso di garanzia sono i membri della commissione che hanno aggiudicato l'appalto alla ditta Audiotime: il dirigente Menghini e due funzionarie.

Festival delle Luci, a finire sotto inchiesta è l’intera commissione che ha aperto le buste e aggiudicato la gara d’appalto alla ditta Audiotime. Raggiunti dall’avviso di garanzia e conclusione delle indagini il dirigente Stefano Menghini e due funzionarie comunali. L’accusa è di abuso d’ufficio.

Gli viene contestato di aver attestato contrariamente al vero che la ditta Carramusa avesse presentato un’offerta dove non si teneva conto delle spese relative agli allacci e quadri elettrici. Posta che nel bando erano individuate come a carico del Comune. In più figura la decurtazione strumentale dall’offerta totale di Audiotime l’importo di 15mila e 900 euro più Iva per servizi non previsti sotto la voce di costi fissi. Portando così l’offerta di Audiotime da 58mila euro (70mila con Iva) a 42mila. Quindi più vantaggiosa di quella di Carramusa: 45mila euro (54mila Iva inclusa).

I fatti risalgono al Natale 2013, quando si ebbe un polverone di polemiche proprio relativo all’affidamento del primo e unico Festival delle Luci della città di Viterbo. Una situazione giudicata poco chiara da diverse parti, che spinse l’opposizione a Palazzo dei Priori a presentare un esposto alla Procura della Repubblica.
Il sindaco Michelini tende a sminuire: “Lasciamo lavorare la magistratura. Fortunatamente non c’è nessun amministratore coinvolto e i dipendenti comunali sapranno spiegare il proprio operato”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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