
Inchiesta Luminaria, Buzzi: “La giustizia fa sempre il suo corso. Noi tra i primi a segnalare anomalie, la magistratura farà chiarezza su questo caso come su altri da noi segnalati. In primis quello delle mense”.
I tre avvisi di garanzia notificati al dirigente del settore Cultura del Comune di Viterbo Stefano Menghini e a due funzionari comunali, tutti e tre membri della commissione che ha aggiudicato l’appalto per il Festival delle Luci, riportano all’attenzione cittadina una vicenda datata Natale 2013.
All’epoca, tra i primi a sollevare perplessità su una serie di aspetti legati al bando e all’affidamento ci fu Luigi Buzzi di Fratelli d’Italia. Siamo andati ad ascoltarlo.
Tre avvisi di garanzia per il Festival delle Luci, qual è il suo primo pensiero?
“Sono convinto che la magistratura farà chiarezza su tutta la vicenda, posso dire che noi e altri sentimmo puzza di bruciato da subito. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso”.
Siete stati tra i firmatari di un esposto in Procura, perché un gesto così forte?
“La cosa più assurda, che venne notata da parecchi, furono delle prove luci effettuate per le vie della città ancora prima dell’affidamento del servizio. Un’azione curiosa e un po’ strana. Poi ci fu un incontro nell’ufficio del sindaco, con diversi operatori culturali, dove vennero pronunciate frasi altrettanto singolari. Tutto questo è stato messo nero su bianco dall’esposto presentato dall’opposizione. Per noi si è trattato di un atto dovuto, alla luce dei tanti malumori e del clima di sospetto che regnava in città in quei giorni”.
Il Festival delle Luci venne presentato come una rivoluzione dall’amministrazione Michelini, è stato così?
“Quanto accaduto è sotto gli occhi di tutti. Fu una manifestazione penosa, criticatissima. Tanto che quella fu la prima e ultima edizione, questo dice già abbastanza”.


















