'Lumi in aria' è anche in versione drive in
20131228-115152.jpg
800 Confartigianato
Vedere il festival delle luci direttamente dalla tua macchina. A Viterbo è di fatto possibile. Entrare nelle principali piazze viterbesi, a manifestazione in corso, è un qualcosa di unico al mondo. Altro che Lione ...
Piazza San Lorenzo “drive in”

‘Lumi in aria’ è anche formato drive in. Sembra incredibile ma è così, mentre qualche viterbese si gode di notte il festival delle luci non mancano i “geni” che arrivano in macchina, sfarando ad altezza uomo nelle piazze coinvolte dal festival.

Il viterbese è un animale mitologico, busto da uomo e dal sedere in giù la macchina. Una sorta di sagittario moderno, con gli zoccoli gommati insomma. E’ per questo che chi amministra la città di Viterbo, nel realizzare ‘Lumi in aria’ ha pensato anche a loro, ai sagittari gommati.

In questo pezzo non faremo valutazioni sul festival delle luci nostrano. Ci limiteremo a dire che non assomiglia in nulla a quello di Lione e che se i nostri cugini francesi sapessero che per giorni l’abbiamo spacciato per un qualcosa di simile al loro ci manderebbero giù almeno un paio di Mig.

Piazza San Carluccio (parcheggio)

Torniamo alle macchine. Nonostante i divieti è possibile ammirarne parcheggiate a decine su piazza San Carluccio. Non sappiamo se l’effetto sia voluto o meno. Già l’illuminazione della zona è quel che è ma con tutta quella ferraglia su cui cadono le luci l’effetto è da camicia di forza.

La cosa più surreale sono però le auto in carosello a piazza San Lorenzo o addirittura davanti la chiesa del Pellegrino. E’ la versione drive in di ‘Lumi in aria’ o, se vogliamo, Mc Drive: arrivi, fai la tua bella scorpacciata di Madonne, Belle Galiane, Cristi morti e in attesa di resurrezione, Re magi a cavallo di Cammelli e Macchine di Santa Rosa e poi sgommi via.

Tutto fa colore e luce, anche i fari delle macchine a Viterbo.

Via San Pellegrino “drive in”
CNA 800x120
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
asvis 2
monastero interno
Fune 300x300
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
lafune_300 x 600
domenicale post
Masicar300x300-optimize