L'ultimo saluto al facchino Bruno Cappellaro

Sotto la Macchina dal lontano 1967 e fino al 1990. Se ne va una colonna della tradizione del trasporto: Bruno Cappellaro. Stamattina i funerali alla basilica di Santa Rosa.
Oggi, alle 10.30 alla basilica di Santa Rosa, i funerali del facchino Bruno Cappellaro. Il cavaliere di Rosa si è spento nella notte tra domenica e lunedì.
“Bruno Cappellaro, colonna del Sodalizio e dell’AVIS, è tornato alla casa del Padre. Facchino dal 1967 al 1990, è rimasto fino al 2010 in formazione come addetto al trasporto. Figura carismatica e personaggio di elevati doti di umanità ha ricoperto prestigiosi incarichi in ambito AVIS. Ora ha raggiunto Nello, Marcello, Bruno, Umbertino, Gigi Chiocchia e tanti altri Facchini in una formazione celeste con ROSINA al centro.
Riposa in pace, Bruno”, scrive il Sodalizio sulla sua pagina facebook ufficiale
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















