L'addio al campione della pesca morto nel lago di Bolsena. Il feretro posizionato sulla barca compagna di tante avventure
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ROVIGO - Lutto cittadino, edifici pubblici e negozi chiusi. La città nativa si prepara per l'ultimo saluto a uno dei suoi figli migliori: Gianni Rizzo, campione mondiale di pesca sportiva.

ROVIGO – Lutto cittadino, edifici pubblici e negozi chiusi. La città nativa si prepara per l’ultimo saluto a uno dei suoi figli migliori: Gianni Rizzo, campione mondiale di pesca sportiva.

Morto a 36 anni, folgorato da un fulmine sul lago di Bolsena lo scorso lunedì. Una tragica fatalità che ha lasciato sola la moglie, di quattro anni più giovane di lui e un immenso vuoto tra i suoi affetti e nel mondo del bass fishing, la disciplina sportiva di cui è stato uno dei principali alfieri.

I funerali, previsti all’interno dello stadio di Rovigo, questa mattina alle 10.30, vedranno il feretro del campione all’interno della sua barca, fedele compagna di tante avventure. A rendere più complicato il tutto i restringimenti anti Covid-19. Sono attese almeno 400 persone.

Presente tutto il movimento del bass fishing per l’ultimo saluto al Kobra, così lo chiamavano. Un ragazzo straordinario tanto famoso da essere scelto come testimonial da grandi aziende del settore nautico. 

I suoi compagni di passione hanno scelto di esserci in tenuta da pesca e al termine della celebrazione gli tributeranno alcuni riconoscimenti. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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