L'ultimo saluto ad Agostino Garberoli, il viterbese che andò a "mille all'ora"
Agostino Garberoli
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VITERBO - I funerali si svolgeranno questo mercoledì 14 giugno alla chiesa dei Cappuccini, ore 10. Un abbraccio da tutta la redazione de La Fune alla famiglia del mitico Garberoli. Ciao Agostino, vola libero e supera anche quei mille all'ora. 

VITERBO – E’ morto Agostino Garberoli, l’uomo che riuscì a superare la barriera del suono con la sua macchina e a prendere una multa perché andava a “mille all’ora”. 

Un episodio comico, che l’ha reso personaggio facendolo divertire e divertendo molti. Artigiano viterbese aveva 84 anni. Simpatico davvero. 

Chi scrive è stato tra quelli che hanno raccontato sulle cronache cittadine le mitiche gesta del viaggio a “mille all’ora”. Una cronaca che mi è valsa l’amicizia di Agostino. L’ultima volta che l’ho incontrato è stato quest’inverno, in fila dal medico di base a Santa Lucia. 

Subito appena mi ha visto gli sono brillati gli occhi e immancabilmente ne ha approfittato per raccontare a tutti i suoi successi e la sua fama sui giornali. Andò a mille all’ora per un clamoroso errore della polizia locale di un paese della Tuscia. Ma seppe cavalcare e andare molto veloce su quell’errore tanto da finire protagonista di un servizio delle Iene di Italia Uno. 

Ogni volta che ci incontravamo finivamo per parlare di un grande viterbese: Giggetto Malè. Agostino ricordava perfettamente che sono stato tra gli autori di quel libro sul campione viterbese di boxe e forse anche per questo ci intendevamo. Ogni incontro con Garberoli finiva in un “Garberoli show”, con i presenti destinati a diventare pubblico. Fu così anche quell’ultima volta nello studio medico. 

I funerali si svolgeranno questo mercoledì 14 giugno alla chiesa dei Cappuccini, ore 10. Un abbraccio da tutta la redazione de La Fune alla famiglia del mitico Garberoli. Ciao Agostino, vola libero e supera anche quei mille all’ora. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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