L’ultima notte del Milk
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Esce dalla scena viterbese dopo anni di attività, la discoteca Milk Club di Via Romiti con una serata finale il 19 Maggio.

Si dice che tutte le cose belle finiscono, prima o poi. Anche le più appassionate e le più durature. Quella della discoteca Milk di Viterbo di sicuro lo è stata.

Esce dalla scena viterbese dopo anni di attività, la discoteca Milk Club di Via Romiti con una serata finale il 19 Maggio. I gestori del locale non hanno ancora resi noti i motivi di questa drastica decisione, ma di sicuro questa “ferita” resterà tra i giovani e i meno giovani che frequentavano anche solo per un drink il locale o per salutare un amico che non si incontrava da tanto.

“È arrivato il tempo di salutare un romanzo al quale abbiamo tenuto davvero tanto “ questo l’ultimo post  affidato a Facebook dai gestori del locale. Chiude un’ultima locandina dove due mani si lasciano per non riprendersi probabilmente più.

La questione riapre una vecchia piaga che riguarda il grande tempio dello svago viterbese e la vita notturna (o quasi) che spesso manca nella nostra città. Che sia per mano di amanti della notte e delle discoteche o per mano di quelli che “magari solo un giretto senza fare troppo tardi”, l’ennesima chiusura di un locale notturno a Viterbo fa riflettere su come questa città evolve e cambia.

C’è bisogno di tutto: librerie, teatri, cinema, luoghi di ritrovo, oratori e anche di discoteche. Per “respirare” aria leggera anche solo per una sera, per fare due chiacchiere in mezzo al frastuono della musica che magari non ci piace tanto, ma che ci aiuta a tornare a lavorare meglio il giorno dopo.

Per chiudere la questione con le parole del Milk “Grazie a tutti. E’ stato amore”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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