Covid, Luisa Ciambella (Pd): "Numeri nel capoluogo preoccupanti, Arena metta in atto degli interventi"
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VITERBO - Indice di diffusione del Covid-19 nella provincia di Viterbo superiore al 2, il consigliere comunale Luisa Ciambella chiede al sindaco Arena interventi per rallentare la diffusione dei contagi.

VITERBO – Indice di diffusione del Covid-19 nella provincia di Viterbo superiore al 2, il consigliere comunale Luisa Ciambella chiede al sindaco Arena interventi per rallentare la diffusione dei contagi.

“Negli ultimi dieci giorni stiamo assistendo ad un incremento del virus del 150 per cento – così il consigliere durante la seduta di consiglio di oggi -. Dai numeri a mia disposizione a Viterbo siamo arrivati a un indice di RT superiore al 2. Il numero dei positivi nella nostra provincia sfiora i 1.000 casi, con un’incidenza del 60 per cento su Viterbo.

Da questi dati emerge un’altra situazione preoccupante, vale a dire oltre il 30 per cento dei contagiati non riesce a riferire dove ha contratto il virus, quindi tutto ciò crea grossi problemi per la tracciabilità. A preoccupare è anche l’incidenza tra positivi asintomatici e sintomatici, con il rapporto che sta intorno all’uno, questo significa che per ogni paziente sintomatico ce n’è uno asintomatico.

Sappiamo che gli studenti contagiati sono circa una ventina, con 50-55 classi in quarantena. A me e a noi l’onere e l’obbligo etico di affrontare la situazione, che sta evolvendo in maniera preoccupante. Vorrei capire se esiste un protocollo sanitario che medici di base e pediatri obbligatoriamente devono seguire”.

“Il quesito è nato dopo aver ricevuto diverse lamentele da parte di persone che hanno contratto il virus e che hanno ricevuto dai medici le risposte più disparate. Signor sindaco – conclude Ciambella -, bisogna colmare quel gap di comunicazione che possa evitare ai pazienti di arrivare in ospedale senza motivo. Se noi non fermiamo la pandemia e se siamo oltre un RT del 2 dovete dirci qual è la situazione reale”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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