Luisa Ciambella: "Dobbiamo puntare sull'agricoltura". Il 20 febbraio al Cinema Lux il ministro Martina
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“Vincere la sfida del lavoro, significa sostenere la nostra cultura agricola dando dignità alle imprese che investono, liquidando i finanziamenti nei tempi stabiliti e puntando sulla qualità dei prodotti”. Agricoltura e valorizzazione dei prodotti agroalimentari al centro delle attenzioni di Luisa Ciambella, candidata nella lista del Partito Democratico per il Consiglio regionale del Lazio, per rilanciare l’economia di un settore fondamentale dell’economia della Tuscia e della Regione.

“Vincere la sfida del lavoro, significa sostenere la nostra cultura agricola dando dignità alle imprese che investono, liquidando i finanziamenti nei tempi stabiliti e puntando sulla qualità dei prodotti”. Agricoltura e valorizzazione dei prodotti agroalimentari al centro delle attenzioni di Luisa Ciambella, candidata alle elezioni nella lista del Partito Democratico per il Consiglio regionale del Lazio , per rilanciare l’economia di un settore fondamentale dell’economia della Tuscia e della Regione.

“Abbiamo una grande cultura rurale. La cultura dei nostri nonni che hanno costruito la loro vita sul lavoro agricolo, ma anche delle grandi aziende che hanno prodotto ricchezza innovando l’agricoltura della Tuscia e valorizzando le eccellenze – evidenzia Luisa Ciambella -. L’agricoltura resta il settore trainante della nostra economia grazie alla volontà di tanti giovani che hanno scelto di investire in nuove attività e che hanno avuto fiducia nei programmi di investimento che la Regione ha promosso in questi anni. Non possiamo tradire la loro fiducia: quella dei giovani imprenditori, quanto quella delle storiche aziende attive nella Tuscia. Dobbiamo continuare a promuovere nuove misure di sostegno mirate alla valorizzazioni dei prodotti d’eccellenza, sia quelli che già rientrano nelle arre di certificazione protetta, sia quelli che meritano l’apertura di un percorso di riconoscimento produttivo”.

“Per innovare, dobbiamo prima di tutto impegnarci velocemente a risolvere i problemi attuali – chiarisce Luisa Ciambella -. In questi giorni ho continuato a ricevere tante segnalazioni di imprenditori agricoli che ancora attendono la liquidazioni di parte dei fondi di precedenti Piani di Sviluppo Rurale. No possiamo permetterci di fermare lo sviluppo facendo pagare agli imprenditori colpe non loro, facendogli cadere addosso ritardi e cavilli burocratici. A questi imprenditori dobbiamo subito dare una risposta e riprendere insieme il cammino dello sviluppo agricolo. ”.

“La Giunta Zingaretti ha lavorato tanto, in sinergia con il Governo, per la valorizzazione della cultura e del turismo del Lazio. Ha investito risorse sul recupero e sulla salvaguardia dei luoghi. Un percorso virtuoso che ha probabilmente bisogno di una seconda fase, quella di valorizzare meglio le peculiarità agroalimentari – spiega Luisa Ciambella -. E’ fondamentale che la prossima Amministrazione Regionale costruisca uno strumento di sostegno al riconoscimento delle produzioni d’eccellenza e, senza nulla togliere al resto del Lazio, la priorità spetta alle produzioni della Tuscia. Penso a quei prodotti agroalimentari dei Cimini che hanno bisogno di una specifica certificazione, come ne hanno bisogno altri del Viterbese. Il “Made in Lazio”, i distretti produttivi agroalimentari e del cibo saranno un tratto distintivo del prossimo governo regionale e la Tuscia dovrà attestarsi tra i protagonisti di questa rinascita. Esperienze di Regioni a noi vicine ci offrono esempi di successo che nella promozione delle eccellenze hanno rivitalizzato l’economia agricola, turistica e culturale. Restare indietro non è più possibile, dobbiamo spingere in quella direzione e vincere ls sfida del progresso”.

“Essere concreti sull’agricoltura significa stare dalla parte del Lazio; significa rispondere alle esigenze della nostra comunità con la consapevolezza che ai cittadini della Tuscia non servono concessioni ma la certezza che i loro diritti vengano rispettati – conclude Luisa Ciambella -. E sicuramente, martedì 20 febbraio, alle ore 17.30 al Cinema Lux a Viterbo, avremo l’occasione di confrontarci sui temi che interessano la Tuscia direttamente con il Ministro delle Politiche agricole e alimentari, Maurizio Martina”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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