
E’ stata la settimana di Ludika 1243, chiusa ieri con la battagliola campale vinta dai ghibellini. Sono state servite centinaia di cene medioevali, registrati migliaia di colpi di spada e andati in scena giullari, streghe, menestrelli, cantori.
Un frammento d’anima medioevale è tornato a rivivere nella parte monumentale del centro storico viterbese e a farlo rivivere dalle persone. Una formula che funziona, sedici edizioni sulle spalle. Il tutto nonostante le secche del sostegno comunale. Che anche quest’anno, fastidiosamente, si sono mostrate.
“Viterbo dovrebbe essere sempre così”, è uno dei commenti più gettonati tra i presenti. E in effetti non sarebbe male ampliare e dare corpo al format. Magari cercare di estenderlo anche durante l’anno, con delle domeniche medioevali. Ci sono città, piccoli borghi, che di manifestazioni del genere ne hanno fatto la propria fortuna. Basta pensare alla vicina Bevagna, provincia di Perugia, dove la rievocazione del Medioevo è presente 360 giorni l’anno con un piccolo spazio e puntualmente si susseguono fiere e feste sparse nel calendario.
Una formula che funziona, in grado di muovere turismo vero. Quel turismo di tutti gli appassionati del genere, che sono davvero tanti. Prima o poi qualcuno lo capirà.


















