
VITERBO – Espulso dall’Anm per lo scandalo intercettazioni, ha minacciato vendetta. “Non farò da capro espiatorio”, “farò i nomi”. Palamara non perde tempo e inizia a raccontare il “sistema”. Lo fa in un’intervista al Fatto Quotidiano, dove tira in ballo subito il Pd. “Quante persone in questi anni sono venute da me a proporsi?”. E alla domanda del giornalista: “Ma a chi si riferisce?”- Palamara risponde: “A Eugenio Albamonte e Donatella Ferranti. Per quanto mi risulta, si sono frequentati. Non credo che abbiano parlato solo di calcio”.
Albamonte è segretario della corrente Area ed ex presidente dell’Anm. Ferranti invece è un magistrato, ex deputata Pd. “Che facevano a cena insieme Albamonte e Ferranti?”, incalza Palamara. Per inciso, la Ferranti nelle chat intercettatedi Palamara si interessa una sola volta alla nomina di un ufficio giudiziario: chiede a Palamara, a novembre 2017, di fare da “garante” per Francesco Salzanocome avvocato generale. Nessuna richiesta personale. E Palamara, riferendosi a quelle intercettazioni, aggiunge tagliente: “Possiamo escludere non ne abbia parlato con con Albamonte?”.
Albamonte, intanto, annuncia di voler adire le vie legali. “Ho ricevuto mandato dal dottor Eugenio Albamonte, pm a Roma e segretario di AreaDg, per proporre querela nei confronti del dottor Luca Palamara”, ha dichiarato il suo avvocato Paolo Galdieri. Che spiega che Palamara, “in una serie di interviste rese ha diffamato Albamonte parlando di fatti mai avvenuti e, in particolare, di non meglio precisate cene tra il mio assistito e l’onorevole Donatella Ferranti, già presidente della commissione Giustizia della Camera dei deputati”.


















